Fim Cisl: 2025 rischia di essere un anno nero per Stellantis e per l’indotto di Melfi
Il 3 settembre l’attivo sindacale in una fase segnata da grande delicatezza e incertezza
Mercoledì 3 settembre ore 9.30, nella sala della Fim Cisl di San Nicola di Melfi, si terrà l’attivo dei rappresentanti sindacali Fim Cisl: saranno presenti le Rsa di Stellantis e le Rsu dell’indotto.
L’incontro -fa sapere il sindacato in una nota-sarà un momento cruciale per affrontare la situazione di Stellantis e del suo indotto in una fase segnata da grande delicatezza e incertezza. Saranno esaminati i dati produttivi e occupazionali del sito di Melfi, insieme al contesto nazionale ed europeo, in vista dell’aggiornamento del piano strategico a lungo termine annunciato dall’amministratore delegato Antonio Filosa e della riunione del 12 settembre tra la Commissione europea e i principali produttori automobilistici.
Il futuro resta incerto: senza un progetto concreto per accompagnare la trasformazione dell’industria automobilistica verso l’elettrico, le future decisioni europee, se non ponderate, rischiano di trasformarsi in un’incognita per lo stabilimento di Melfi. La fabbrica, già dal 2021, è stata riorganizzata per accogliere la produzione elettrica; tuttavia, un primo respiro potrebbe arrivare dai modelli ibridi, oggi più competitivi sul mercato. Una soluzione che potrebbe tamponare le tante indecisioni della politica, che condizionano e disorientano i cittadini nelle scelte di acquisto, contribuendo allo stallo del settore. Settembre dovrà essere il mese delle scelte decisive, con un percorso chiaro e condiviso.
“È la fase più delicata per Melfi e, ancor di più, per l’indotto – spiega Gerardo Evangelista, segretario Fim Cisl Basilicata –. I modelli in uscita garantivano una produzione minima, mentre per quelli in avvio molte aziende non hanno ancora ottenuto le nuove commesse. Diverse vertenze sono aperte e peseranno nei prossimi mesi. Stiamo entrando nel momento più critico”.
Per Evangelista non si può restare fermi ad aspettare: “Non basta ipotizzare o attendere per vedere chi avrà ragione. Servono da subito tagli ai costi energetici, incentivi all’acquisto e nuovi investimenti. Occorre utilizzare l’area di crisi complessa e sostenere la riconversione delle aziende dell’indotto che non lavoreranno più per Stellantis”.
“Il tempo delle attese è finito. L’andamento produttivo lascia prevedere un consuntivo fortemente negativo: il 2025 rischia di essere un anno nero per Stellantis e per l’indotto di Melfi” – conclude Evangelista.


