Il Centro di accoglienza di Palazzo San Gervasio doveva aprire a luglio: è ancora chiuso
I lavoratori stagionali, impiegati della raccolta del pomodoro, sono arrivati e sono stati costretti ad utilizzare ruderi e capanne gestite dai caporali
Sono arrivati da poche ore a Palazzo San Gervasio due moduli di docce e servizi da utilizzare nel Centro di accoglienza stagionale che doveva essere aperto da luglio a ottobre. La struttura è ancora chiusa mentre i lavoratori migranti, arrivati per la campagna di raccolta del pomodoro, sono stati costretti ad utilizzare ruderi e capanne gestite dai caporali. A dirlo è Pietro Sinonetti responsabile del Cseres, Centro Studi e ricerche economiche e sociali.
Da tempo-ricorda Simonetti- la Ue ha finanziato con 2 milioni le misure di lotta contro il caporalato e il lavoro nero. A maggio la Regione e il Consorzio Nova di Trani, che gestiscono gli interventi, hanno effettuato un avviso per individuare i gestori con le modalità della coprogettazione che si è protratta per settimane. Il risultato è il centro non ancora operativo con gravi ricadute sui lavoratori.
Anche nel Metapontino nessun servizio al netto di una tabella affissa a Montalbano presso la sede dell’ex Arm. Per quanto riguarda la realizzazione dei 450 posti finanziati dal Pon Legalità vige il silenzio della Regione e delle Prefetture dopo l’audizione tenuta nei mesi scorsi in seconda Commissione regionale.
Stesso comportamento per il recupero dei finanziamenti Pnrr non utilizzati in altre Regioni per la costruzione di abitazioni. Colpisce infine il disinteresse di gran parte delle parti sociali su temi decisivi della condizione dei lavorati migranti, residenti e in mobilità, che ogni anno ammontano a 50mila unità e che sono decisivi anche per combattere lo spopolamento”.


