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Maratea e il porto delle nebbie
Il porto di Maratea

Chi c’è dietro l’assalto alla concessione demaniale di uno degli attrattori più importanti della Basilicata?

Dobbiamo ripartire dal sindaco di Castronuovo di Sant’Andrea e imprenditore Antonio Bulfaro & Famiglia. Il Consiglio Comunale di Maratea, ai tempi del sindaco Stoppelli, il 21 dicembre 2023, approva il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2022-2024. Tra i beni immobili da alienare sono inseriti sia un terreno dell’estensione di mq 3152 che un relitto di strada dell’estensione di mq 160 ubicati alla località Ogliastro. Si tratta di beni dall’elevato valore paesaggistico. Proprio in ragione di questo valore risulta difficile immaginare che il responsabile del settore possa aver espresso parere positivo circa la loro alienazione per fini privati. Eppure si sarebbe fatto avanti Bulfaro che ha già una villa a Ogliastro di Maratea e vorrebbe comprare quei terreni che sono a ridosso della sua proprietà. Guarda lontano il sindaco di Castronuovo di Sant’Andrea. Ma l’iniziativa di alcuni cittadini blocca l’affare. Come? Sarebbe lunga. Ci basti dire che “la cosa non è stata possibile”, grazie alla sensibilità di chi ha voluto che quei luoghi rimanessero di proprietà pubblica. Ma che vuoi che sia qualche particella di terreno? La famiglia Bulfaro punta in alto: forse alla concessione demaniale marittima del porto di Maratea. Ma non è sola in questa avventura.

Ecco che, con un altro ex sindaco e imprenditore, Nicola Trupa già presidente dell’ex Comunità Montana dell’Alto Sinni, già sindaco di Teana dal 2002 al 2012, costituiscono una Società in vista dell’Avviso di pubblicazione di istanza di concessione demaniale marittima avente ad oggetto “richiesta di concessione demaniale marittima nel Comune di Maratea, Località Porto.” Avviso che l’Ufficio Demanio Marittimo della Regione Basilicata pubblica il 23 dicembre 2024. I nostri eroi costituiscono la Società Achillea srl in data 13 giugno 2024. Nasce, insomma, sei mesi prima della pubblicazione dell’Avviso a firma del Direttore generale del Dipartimento regionale Infrastrutture e Mobilità, Antonio Altomonte che è anche Dirigente dell’Ufficio Demanio Marittimo e che è stato nominato presidente della Commissione istruttoria che dovrà esaminare le istanze di concessione.

L’attuale sindaco di Maratea, Cesare Albanese, in una lettera aperta al presidente Vito Bardi del 3 agosto scorso scrive “… l’Ufficio demanio marittimo regionale ha proceduto alla pubblicazione di un avviso pubblico, “aderendo”, in maniera del tutto acritica, ad un’istanza di concessione dell’intera infrastruttura, presentata  in data 19 agosto 2024 – ossia ben 4 mesi prima, in uno scenario normativo completamente diverso – dalla, ormai nota – tristemente per i marateoti – società Achillea S.r.l., costituita ad hoc tra imprenditori di altri settori”. Che significa aderendo in maniera acritica all’istanza della Società Achillea srl?

La società Achillea in sostanza ha proposto di unificare le 12 concessioni precedenti in una sola e di quintuplicare le superfici da dare in concessione. Un colpo secco: vogliono tutto il Porto. Così privatizzano la gestione di un bene pubblico, senza coinvolgere l’Amministrazione Comunale e la locale Autorità Marittima e men che meno i cittadini marateoti. Soldi, questione di soldi, come sempre. Quindi, l’Avviso ricalca i contenuti della istanza di concessione della Società Achillea srl.

Dunque la Achillea srl si costituisce a giugno e ad agosto presenta istanza di concessione. Sembra nata ad hoc in seguito a calcoli politici e di affari elaborati molto prima. E’ la prima società a presentare istanza, e per circa un anno sembra essere l’unica. Tuttavia, tra gennaio e aprile 2025 pare siano arrivate altre 6 istanze concorrenti, motivo per cui viene insediata la Commissione istruttoria. Nel frattempo, con determina del 24 marzo 2025, viene modificato il punteggio da attribuire al criterio della capacità economica. Non ci soffermiamo su questi dettagli che, se il caso saranno oggetto della prossima puntata. Intanto la gara è in corso.

Al momento ci concentriamo sui protagonisti della prima e determinante istanza di concessione, prima di fare in seguito alcune domande sull’affaire del Porto.

Achillea srl, il sindaco, l’ex sindaco e il socio del vicesindaco

Achillea srl, con sede legale a Chiaromonte, essendo nata appositamente per “l’assalto” al porto di Maratea, non è attiva. E’ lì ferma e pronta ad agire non appena il colpo di fortuna si materializzi. Nell’oggetto sociale è esplicito il richiamo al futuro: la Società ha per oggetto l’acquisizione temporanea o definitiva e gestione diretta e indiretta di Porti…” Non avevamo dubbi. Ma chi sono i soci costituenti e attuali proprietari dei 10mila euro di capitale sociale? Ognuno di loro possiede un terzo del capitale.

C’è Luigi Lauria, proprietario dell’omonima impresa individuale di coltivazione e produzione vini. Ma anche amministratore della GLV Società Agricola srl, vigneti e produzione di vini, i cui soci oltre a Lauria, sono Vincenzo De Santo, già vicesindaco di Chiaromonte e Giuseppe Crescente. C’è la Tigana srl di proprietà di Nicola Trupa, lo ripetiamo già presidente e commissario della Comunità Montana Alto Sinni e già sindaco di Teana dal 2002 al 2012. La Tigana srl si occupa di servizi di pulizia. C’è la HB srl, la holding del figlio di Antonio Bulfaro, Giuseppe Mario.

Nell’osservare il quadro societario e proprietario della Achillea srl che ha l’ambizione di avere in concessione un’area portuale di 73.664,58 metri quadrati, emergono perplessità circa l’esperienza nel settore. Ma anche perplessità circa il criterio della “capacità economica” da comprovare attraverso almeno due referenze bancarie, per accedere alla procedura concorrenziale ai fini dell’affidamento delle concessioni demaniali. Una società con 10mila euro di capitale e tra l’altro inattiva, difficilmente può ottenere referenze bancarie. Chissà perché con apposita determina è stato modificato il peso del criterio con l’assegnazione massima di 2 punti.

Il dibattito di questi giorni

A lanciare l’allarme su questa incredibile gara per la privatizzazione del porto è stato per primo il sindaco di Maratea, Vincenzo Albanese. Si oppone all’Avviso pubblico firmato da Antonio Altomonte con motivazioni che vengono rigettate. A quel punto ricorre al Tar Basilicata per impugnare il provvedimento.

“La speranza – scrive il sindaco – era quella di veder annullato in autotutela dalla Regione Basilicata l’avviso pubblicato il 23 dicembre 2024, già solo per la macroscopica forzatura di voler ridurre le 12 concessioni di punti ormeggio esistenti ad un’unica concessione portuale e di quintuplicare la superficie in concessione (da 16 mila mq ad oltre 73 mila mq….) sino a ricomprendere l’intera infrastruttura portuale (intero specchio acqueo, molo nord, molo sud, banchine, spiagge e camminamenti).” Sembrava trattarsi di un atto meramente tecnico, nell’imminenza della scadenza delle concessioni esistenti, in uno scenario normativo repentinamente mutato, necessario al fine di fronteggiare la stagione estiva 2025, con le dovute e necessarie proroghe ai vecchi concessionari, per poi ridiscuterne su quali fossero le scelte migliori per il locale porto e per il territorio. Così non è stato.” E’ rammaricato il primo cittadino: “Siamo di fronte ad un clamoroso caso di estromissione totale del territorio dai processi decisionali e di disprezzo dell’interesse pubblico in generale. Si tratta di una vera e propria “occupazione” del territorio. La stessa scelta di affidare ad un privato l’area portuale, quand’anche non fosse affetta dai profili di illegittimità di cui sopra, sarebbe una scelta miope, in totale controtendenza rispetto a quanto accade in tutti i porti pubblici italiani, affidati ai Comuni rivieraschi.”

Vito Bardi incalzato sulla vicenda prende la parola e dichiara: “affidamento in gestione sarà oggetto di attenta istruttoria” , e poi aggiunge che “ogni valutazione è rimessa all’Ufficio Demanio Marittimo del Dipartimento Infrastrutture, unico soggetto competente a pronunciarsi nel merito”. Cioè la decisione è nelle mani di Pasquale Pepe e del suo amico Antonio Altomonte il quale ha già dichiarato: la gara non si sospende. E noi facciamo la domanda: perché? Una domanda che estendiamo anche a Vito Bardi nella speranza che esca dall’ambiguità.

Il Consigliere regionale del Pd, Piero Lacorazza, interviene e parla di storia opaca, infinita e improvvisata . “…è imbarazzante la dichiarazione di Bardi sulla vicenda del porto di Maratea che rischia di avere conseguenze non irrilevanti, anche per altre valutazioni, non solo nel ‘palazzo’ regionale.

Le consigliere regionali del M5S Araneo e Verri: Il rischio che paventiamo, infatti, è che mentre qualcuno gioca a fare Masaniello e qualcun altro ha perso di vista gli impegni forse precedentemente assunti, le attività del porto si arenino e l’intera comunità si paralizzi. Maratea sta attraversando un momento storico delicato: alla questione porto, infatti, si aggiungono gli irrisolti e ormai annosi problemi infrastrutturali.

Angelo Chiorazzo, consigliere regionale: “È bene ricordare che, pur in presenza di competenze tecniche dell’Ufficio Demanio Marittimo, la Giunta regionale ha il potere e il dovere di approfondire, chiedere chiarimenti agli uffici e, se necessario, attivare procedure in autotutela. Non possiamo accettare che una decisione tanto impattante venga ridotta a un automatismo amministrativo, ignorando la volontà della comunità locale”.

Il dibattito, non limitato agli interventi qui riportati, è squisitamente politico, anche se dalle parole pronunciate tra le righe si legge una qualche preoccupazione che va oltre il gioco del confronto tra maggioranza e opposizione. Tuttavia, non abbiamo ancora ascoltato la voce dei titolari delle attuali 12 concessioni, magari ci siamo distratti.

Oltre il dibattito politico, noi che facciamo i giornalisti abbiamo il dovere di chiamare le cose con il vero nome: sul porto di Maratea si gioca una partita di interessi enormi tra cordate politico-imprenditoriali che ci azzardiamo a descrivere come ipotesi giornalistica. E partiamo proprio dalla Achillea srl.

La Achillea srl, appare come un’avanguardia di qualcosa che ancora va chiarita. E’ la prima società a presentare istanza di concessione con proposte che nei fatti orientano e forse determinano il contenuto, ossia l’impianto dell’Avviso pubblico. Perché ha anticipato l’istanza prima che venisse pubblicato l’Avviso? Non è detto che questa Società sia favorita o addirittura si aggiudichi la concessione. E se questo non è detto, è possibile che abbia giocato soltanto il ruolo di “determinare l’impianto dell’Avviso” per aprire la strada ad altre Società interessate alla concessione? Vedremo chi sono le altre cordate concorrenti, ne parleremo nella prossima puntata. Mettendo insieme i nomi che circolano non solo intorno alla Achillea srl, ma intorno a un qualche interesse attuale a trascorso su Maratea, possiamo ipotizzare contatti recenti e antichi legami politici e di lavoro tra decine di noti personaggi pubblici. Da Francesco Piro a Salvatore Margiotta, da Generoso Donofrio a Donato Macchia, da dirigenti o ex dirigenti del Gal “La Cittadella del Sapere” a Pasquale Pepe. Da Antonio Altomonte a Antonio Bulfaro e altri collaterali e new entry. Nulla di illegittimo, s’intende. Ma molte strette di mano metaforiche che affondano le radici nel passato e nel presente. Il porto di Maratea non è solo una questione politica o amministrativa o di procedure. E’ ancora una volta una questione di soldi e di potere. Vedremo. Capiremo nella prossima puntata.