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“Quante proposte di legge giacciono in Parlamento per la chiusura di tutti i Cpr?”
Il Cpr di Palazzo San Gervasio (foto di repertorio)

L’Associazione Migranti Basilicata: nonostante le numerose proteste non accade nulla di fronte alla continua negazione dei diritti

Di seguito il comunicato stampa di Francesco Castelgrande Associazione Migranti Basilicata

Tutti i giorni si protesta per la chiusura di tutti i Cpr nel nostro Paese. E’ una giusta e sana rivendicazione da parte di chi scende in piazza per rivendicare la chiusura di questi luoghi non luoghi. Nonostante la richiesta di moltissime associazioni e altri organismi che si battono per la causa dei migranti e nonostante tutte le leggi internazionali su diritti umani, non si viene mai a capo di nulla in questo importante campo dove i diritti vengono negati tutti i giorni. Ultimamente la Corte Costituzionale con sentenza n. 96 del 2025 ha ribadito che la detenzione in un CPR determina un “assoggettamento fisico all’altrui potere” e pertanto comprime la libertà personale e mortifica la dignità umana. Basta rileggere l’articolo 13 della Costituzione “la libertà personale è inviolabile” per comprendere che ci sono due pesi e due misure (verso gli ultimi e gli invisibili).

Ed è ancora più opportuno rileggere l’articolo 3 della stessa Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E non da ultimo il testo sui diritti della Corte Europea che insiste che i diritti umani devono essere non teorici ed illusori ma pratici ed effettivi. Perché la norma non è stata dichiarata incostituzionale? Di certo non si sarebbero chiusi tutti i CPR, ma è solo un problema di civiltà. Ha ragione da vendere Alessandra Algostino da Volere la Luna quando afferma “Preoccupa l’abdicazione della Corte nella garanzia della Costituzione. E preoccupa il monito al legislatore.Debole, perché deboli sono i moniti – non si contano quelli inevasi (per tutti, l’eutanasia) – e debole perché lascia sopravvivere la norma anche se incostituzionale: forse che gli stranieri siano sì esseri umani ma… un poco meno umani? Ancora. Il monito è debole perché non si può trascurare il contesto e, dunque, il rischio che il legislatore, ovvero facilmente il governo con decreto legge, si limiti a dare una base legale a detenzioni che, di fatto, non rispettano i diritti. Sarà ritenuto sufficiente un retorico riferimento alla dignità umana e al rispetto di standard formali? Il precedente di una convalida che è già pura forma, rimessa a un “visto” del giudice di pace, non lascia ben sperare. E poi bisogna riflettere i casi di detenzione: è legittimo restringere la libertà personale perché sono violate le norme sull’ingresso e il soggiorno nel territorio?

Ma a questo punto sorge spontanea una domanda: ma quante proposte di legge giacciono in Parlamento per la chiusura di tutti i CPR? E se ci sono come mai non si discute della loro chiusura, anzi si pensa a un loro ampliamento?