Sanità: la Basilicata limita i gettonisti, ma la crisi resta
La Uil Fpl: tetti di spesa alzati, ma il personale manca
In un panorama nazionale segnato dal massiccio ricorso ai cosiddetti “medici a gettone”, la Basilicata ha speso meno delle altre Regioni italiane. Secondo i dati diffusi dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) per il biennio 2023–2024, la Basilicata ha speso circa 829.000 euro per prestazioni sanitarie affidate a cooperative, pari a meno del 12% della spesa complessiva nazionale. Un dato che testimonia una gestione più contenuta rispetto ad altre realtà è il commento della Uil Fpl Basilicata che tuttavia invita a “non abbassare la guardia”.
Il contenimento della spesa -dicono i segretari Verrastro e Pisani-non può far dimenticare le criticità strutturali del sistema sanitario: la carenza cronica di medici e infermieri, le difficoltà nel reperire personale disponibile, soprattutto in estate, e i turni sempre più pesanti per chi è in servizio. Il recente blocco dei nuovi contratti con cooperative, in vigore dal 31 luglio, rappresenta un cambiamento rilevante. Ma se non sarà accompagnato da misure strutturali e assunzioni mirate, rischia di lasciare scoperti interi reparti, soprattutto i Pronto Soccorso.
Secondo Anac, a livello nazionale, circa il 30% dei Pronto Soccorso si affida stabilmente a medici esterni, con punte che arrivano all’80% dei turni in alcune strutture. Complessivamente, la spesa pubblica per queste prestazioni ha superato i 2,1 miliardi di euro. I contratti già in essere con le cooperative potranno proseguire fino alla loro naturale scadenza, ma il tempo è poco: il 42% scadrà entro tre mesi, il 26% entro sei mesi e il restante 32% entro un anno. Una finestra temporale molto stretta che impone risposte rapide e coordinate. A peggiorare la situazione contribuisce un vuoto normativo paradossale: sebbene l’ultima legge di bilancio abbia formalmente rimosso il tetto di spesa per il personale sanitario, le aziende non possono ancora programmare nuove assunzioni perché manca il decreto ministeriale che definisce i fabbisogni, fermo incredibilmente dal 1988. Di fatto, concorsi e piani di reclutamento sono bloccati.
Apprezziamo-aggiugono- le recenti dichiarazioni del Ministro della Salute, che ha annunciato la volontà di reinternalizzare i medici oggi assunti tramite cooperative, destinando le stesse risorse già utilizzate per i gettonisti. Ma senza riforme normative e amministrative immediate, il rischio è che restino solo buone intenzioni. È urgente garantire una transizione ordinata, per evitare ricadute sui servizi, nuovi disagi per i cittadini e un ulteriore sovraccarico per il personale sanitario. La Basilicata ha dimostrato che contenere il fenomeno è possibile, ma ora serve un’azione nazionale decisa. Non possiamo più permettere che la sanità pubblica venga mantenuta in vita da soluzioni emergenziali e deroghe temporanee. Serve un piano straordinario di assunzioni, una semplificazione delle procedure concorsuali e una programmazione fondata su dati aggiornati e reali bisogni territoriali.
A livello regionale, arriva un segnale positivo: la Giunta della Basilicata ha approvato, su proposta dell’Assessore alla Salute Cosimo Latronico, una delibera che aggiorna il limite di spesa per il personale del Servizio Sanitario Regionale per il 2024, con un incremento di circa 4 milioni di euro rispetto al 2023, in linea con l’aumento del Fondo Sanitario. Il provvedimento include anche le risorse per il trattamento accessorio del personale, sia del comparto che della dirigenza. Si tratta -concludono-di un atto concreto che apre nuove prospettive di programmazione, consente di coprire parte dei fabbisogni e valorizza il personale sanitario, ponendo le basi per una gestione più stabile, trasparente ed efficace del sistema.


