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Un anno fa la morte di Oussama al Cpr di Palazzo San Gervasio
Oussama Darkaoui

“Ad oggi nessuno è stato indiziato nessuno ha dato risposte”

“È passato un anno da quando la notizia della morte di un ragazzo di soli 22 anni, nel lager Cpr di Palazzo San Gervasio, ci ha indignati e addolorati: si chiamava Oussama! Un anno fa eravamo in piazza, insieme ai tanti compagni, giunti anche da varie parti d’Italia, a chiedere alla Prefettura e alle autorità competenti verità sui fatti accaduti e giustizia per Oussama che aveva come unica colpa, essere senza documenti, motivo per cui si trovava carcerato nel Cpr.
Ad oggi nulla è cambiato, nessuno è stato imdiziato per l’uccisione di Oussama, nessuno ha dato risposte, ma noi non ci arrendiamo, perché la vita di una persona, di un giovane, non può essere interrotta per la mancanza di un documento.

Il sistema accoglienza in Italia fa acqua da tutte le parti e ancor di più la gestione dei “rimpatri”, grande business per i gestori e inferno per i migranti!
Chiediamo che vengano accertate le responsabilità per la morte di Oussama, e per tutte le vittime di questo sistema malsano, e la chiusura di tutti i lager Cpr. Regolarizzazione per tutti è l’unica via contro la clandestinità e lo sfruttamento”. A dirlo un una nota Usb Lavoro Migrante Basilicata, Potere al Popolo Basilicata, Opposizione Studentesca di Alternativa Basilicata e Cambiare Rotta Basilicata