Smartp@per: cancellate le sedi di Tito e Sant’Angelo le Fratte
In una Pec inviata ieri dalle subentranti Accenture e Datacontact si legge: “Le sedi operative saranno a Bari, Matera e Padova”. Possibile il ricorso allo “smartworking”. Cambia anche il contratto da metalmeccanico a telecomunicazioni
Quello che finora era solo un forte timore dei lavoratori ha trovato conferma nei fatti. In una pec inviata ieri (12 settembre) dalle subentranti Accenture e Data Contact ai sindacati, le sedi operative di Tito Scalo e Sant’Angelo Le Fratte, dove in questi anni sono stati impiegati quasi 400 dipendenti della commessa Enel, finora in capo a Smartp@per, con un tratto di penna, non esistono più.
Ecco il passaggio della Pec che questa notte avrà giustamente turbato il sonno di molti in Basilicata. Si legge: “Le sedi operative idonee a gestire le attività oggetto dell’appalto, di maggior prossimità rispetto alle sedi ove attualmente è gestito il servizio, sono rispettivamente per Accenture Bari e Padova e per Datacontact Matera“. Quindi con un tratto di penna vengono formalmente scartate Tito e Sant’Angelo Le Fratte che gestivano il servizio per conto di Smartp@per da 25 anni.
Le nuove aziende indicano altre sedi a loro più congeniali e più comode. Sempre nella mail (Pec) fatta recapitare alle parti sindacali si apre anche uno spiraglio che risulta però ambiguo e che sarà tutto da contrattare. “Le scriventi società – è scritto nel testo – sono disponibili a discutere e concordare con i sindacati le modalità specifiche delle assunzioni e dell’eventuale utilizzo di strumenti di flessibilità (ad es. smart working) nel rispetto dei parametri organizzativi e produttivi essenziali alla funzionalità del servizio e della commessa”. Quindi si potrà trattare su eventuali rapporti in smart working dei lavoratori, ferme restando le nuove sedi operative previste a Bari, Matera e Padova. Anche questa appare come una sconfitta. Potranno tutti lavorare in smart o a qualcuno sarà imposto di trasferirsi?
Nelle more della missiva inviata si ricavano inoltre altri due elementi. Non si parlerebbe più di contratto metalmeccanico, come quello configurato in precedenza da Smartpaper, ma si passerebbe ad un contratto per “servizi di telecomunicazione”. Infatti la comunicazione non è stata inviata ai sindacati di categoria finora interessati, cioè metalmeccanici, ma a quelli delle telecomunicazioni.
In ultimo, ma non per importanza, anche la sede delle future contrattazioni cambierebbe. Come indicato dalle aziende subentranti nell’appalto, se ne riparlerà, coi sindacati, anche in via telematica, ma dalla sede romana di “via Andrea Noale”. A questo punto anche le contrattazioni già partite lunedì scorso alla Regione Basilicata sarebbero scartate o rivestirebbero comunque un ruolo secondario rispetto al nuovo teatro delle trattative, che sarà la sede romana indicata. Come dire, si giocherà in trasferta. Resterebbero salvi, almeno sin qui, i livelli occupazionali, come annunciato in precedenza. Partono però in salita sia le contrattazioni, sia la eventuale vertenza che ne scaturirà. Un passaggio della pec 
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