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A Potenza ci sono 12mila poveri
Un momento della presentazione del Report

È quanto emerge dal report redatto dall’Ires Cgil Basilicata presentato oggi al Polo bibliotecario del capoluogo

Sono 12 mila i poveri nel comune di Potenza, di cui il 30% con un’occupazione precaria. È quanto emerge dal report redatto dall’Ires Cgil Basilicata presentato oggi al Polo bibliotecario del capoluogo all’iniziativa promossa dalla Cgil di Potenza, “Miseria e dignità: analisi e proposte per l’inclusione sociale”.

I DATI. Dal report, illustrato in videoconferenza dal direttore dell’Ires Cgil Basilicata, Riccardo Achilli, si evince come nell’ambito del territorio diocesano di Potenza vi sia una specifica sacca della povertà che cresce più rapidamente rispetto al resto della provincia (+12% di accessi alla Caritas nel 2023). Vi è poi un’area di povertà potenziale, di rischio per così dire, che riguarda 17.000 anziani e 3.350 nuclei familiari monogenitoriali costituiti da madre e figli minorenni. Gli stranieri sono in numero minore, ma 2.000 di essi fanno parte dell’area del rischio di povertà potenziale. La povertà è alimentata da un mercato del lavoro escludente e precario: le figure tipiche sono la giovane donna che non riesce ad accedere all’occupazione e il precario, spesso non giovane, che pur lavorando fa parte dell’area della povertà. Si stima che circa il 30% degli occupati ricada in tale area. La questione abitativa è centrale: il gap fra offerta di alloggi popolari su Potenza e domanda potenziale è di 8.700 unità, con un fabbisogno pari a circa il triplo delle unità abitative attuali. Sta emergendo, sinora fortunatamente con numeri molto bassi, un problema di senza tetto e senza fissa dimora, che secondo i dati Istat sarebbero 43 persone. Secondo le rilevazioni della Caritas, la povertà riguarda soprattutto italiani, ultracinquantenni, a basso livello educativo e formativo, nonché persone più giovani senza lavoro o in condizioni lavorative precarie. Vi è però l’emergere di una situazione di crescita della povertà fra gli anziani e i quasi-anziani (dai 55 anni in su), un tempo sostenuti da reddito e pensione di cittadinanza, ed oggi completamente sguarniti.

“Nulla ci sembrava più urgente del tema della povertà – ha detto Silvia Bubbico, segretaria della Cgil di Potenza – Oggi esistono numerose forme di povertà e modi di essere poveri, provenendo dal ceto medio, lavorando e non avendo figli, non avendo la possibilità di acquistare o affittare una casa, di accedere alla edilizia popolare. Si è poveri da giovani laureati o perché migranti in fase di costruzione della propria vita in italia, o perché anziani pensionati.Una casistica variegata per la quale non sono sufficienti le politiche dei bonus a pioggia. Temi urgenti sono il lavoro, povero e precario, i poveri potenziali, la casa, l’abitare”.

LE PROPOSTE. Sul tema del diritto alla casa, Bubbico ha sottolineato come “l’investimento immobiliare è un meccanismo che negli anni si è interrotto a causa di precarietà e bassi salari, difficoltà per i mutui, mercato degli affitti inaccessibile per la riduzione dell’offerta e costi elevati.

Si deve immaginare una riforma delle norme che regolano Ater e le fonti di finanziamento, i prezzi per le costruzioni di natura popolare. È necessario realizzare una sanatoria sulle morosità ma soprattutto immaginare strutture popolari in centro storico attraverso programmi di riqualificazione urbana. A Potenza servirebbero almeno 300 nuovi alloggi, che si potrebbero realizzare qualificando gli esistenti. Servono poi finanziamenti regionali e nazionali, offerta di case in locazione a canoni sociali sostenibili e che l’offerta di edilizia popolare sia accessibile aggiornando anche i parametri di accesso ai bandi alla luce delle necessità cambiate nel tempo. Si possono immaginare le cosiddette agenzie sociali dell’abitare sul patrimonio abitativo, un fondo di garanzia anche per l’accesso al mercato degli affitti e delle compravendita ai poveri potenziali, ai lavoratori precari e a chi non riesce ad accedere per atteggiamenti discriminatori, definendo anche formule di presa in carico comunali di sostegno all’affitto e per calmierare i prezzi”.

Tra le proposte della Cgil anche la strutturazione di “piani locali di riqualificazione professionale a livello comunale e l’ inclusione lavorativa valorizzando il recupero di competenze e mestieri oggi in via di cancellazione e introvabili, percorsi di inserimento lavorativo e di sostegno al reddito come misure da implementare con fondi regionali”.

“Il nostro obiettivo – ha aggiunto il segretario generale della Cgil di Potenza Vincenzo Esposito – è la costituzione di un tavolo di confronto permanente sulla povertà, insieme a Comune, Regione Basilicata ed enti coinvolti per cooprogrammare e cooprogettare nuove forme di presa in carico. L’incontro di oggi è quindi un primo momento di confronto che verrà esteso anche a livello regionale per mettere a terra le proposte oggetto del dibattito”.

All’incontro, oltre alla segretaria Silvia Bubbico, sono intervenuti il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito, il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, la direttrice della Caritas di Potenza, Marina Buoncristiano, il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega e la segretaria nazionale Cgil, Daniela Barbaresi.