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Acquedotto Lucano, Europa Verde-Avs: “Il grande silenzio, tra giochi di potere e disinteresse”
Sede Acquedotto Lucano

“Da mesi si aspetta l’assemblea dei soci, ma di convocazioni neanche l’ombra. Un’assenza che non è più solo un dettaglio burocratico, bensì il sintomo evidente di una governance allo sbando”

Riceviamo e pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di Europa Verde -Avs Basilicata

Da mesi si aspetta l’assemblea dei soci di Acquedotto Lucano, ma di convocazioni neanche l’ombra. Un’assenza che non è più solo un dettaglio burocratico, bensì il sintomo evidente di una governance allo sbando e di un amministratore che ignora non soltanto i soci, ma un intero popolo: i lucani.
Il presidente Vito Bardi, invece di affrontare la questione, in spregio anche degli obblighi di legge, sembra preferire la strategia dello struzzo: testa sotto la sabbia e speranza che nessuno osi disturbare il manovratore.

Peccato che, così facendo, si lasci aperta la porta a conseguenze pesanti, anche per gli stessi soci, che potrebbero trovarsi a rispondere di scelte (o meglio, di non-scelte) con effetti destinati a pesare nel futuro prossimo. Non basta aver consegnato nelle mani della società Acque del Sud gli invasi lucani (cioè l’acqua, la vera ricchezza del territorio) adesso si profila un’operazione ancora più inquietante: la possibile non approvazione del bilancio. Un passaggio tutt’altro che tecnico, che potrebbe rivelarsi funzionale a manovre di palazzo per ridisegnare il board dell’Acquedotto e pilotare nuovi ingressi tra i soci. Ma attenzione: la responsabilità non potrà ricadere solo sul vertice.

In questa partita sono in gioco anche i Comuni soci dell’Acquedotto Lucano, chiamati a esercitare il loro ruolo con piena consapevolezza. È il caso di rendere pubblico che il silenzio, o peggio ancora la loro inerzia, espone anche i soci a una futura responsabilità amministrativa e politica che non potrà essere liquidata con un’alzata di spalle. Quando i nodi verranno al pettine, nessuno potrà dire di non sapere.

In altre parole, mentre la Basilicata discute di sviluppo e di futuro, sul bene più prezioso, l’acqua, si gioca una partita opaca, dove la trasparenza è la grande assente e il cittadino resta spettatore impotente.
Se davvero l’acqua è “l’oro blu” della Basilicata, allora quello che sta accadendo attorno ad Acquedotto Lucano non è solo una questione di bilanci e assemblee fantasma: è un affare politico enorme. E chi continua a far finta di niente (dalla Regione ai Comuni soci) domani non potrà dire di non aver visto arrivare la tempesta.
Se l’amministratore nominato da Bardi non procedesse ancora alla convocazione dell’assemblea, i sindaci soci mettessero in atto tutte le azioni idonee a ripristinare la correttezza e liceità, affinché non risultino correi dí eventuali responsabilità.
Europa Verde-Avs ribadisce che se i soci, che rappresentano una determinata percentuale del capitale sociale, richiedono la convocazione, e gli amministratori non vi provvedono, i soci possono rivolgersi al Tribunale per ottenerla. Allora la domanda è semplice: che cosa si aspetta ancora?