Crisi idrica in Basilicata: i numeri ufficiali dell’Autorità di Bacino meritano risposte
Il Comitato spontaneo dei Giovani agricoltori lucani: “se l’acqua è il futuro della Basilicata, allora non gestirla significa condannare un’intera generazione”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa Comitato Spontaneo Giovani Agricoltori Lucani
Al 3 settembre 2025 gli invasi lucani registrano cali che fanno rabbrividire: a dirlo non siamo noi, ma l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale con i dati forniti da Acque del Sud S.p.A., numeri ufficiali che non hanno bisogno di interpretazioni.
Di seguito i dati pubblicati da Autorità di Bacino sulla base dei forniti da Acque del Sud S.p.A. Monte Cotugno è passata da 84,56 mln a 69,54 mln di metri cubi nel 2025 con -15,02 mln; il diga del Pertusillo passa da 60,27 mln del 2024 a 38,63 mln nel 2025 registrado dunque meno 21,64 mln di metri cubi; l’ivaso di San Giuliano, in controtendenza rispetto al 2024 con 18,43 mln, mentre quest’anno ha 26,37 mln di metri cubi con +7,94; anche la diga della Camastra registra un segno positivo e passa dai 4,38 mln del 2024 ai 7,27 mln con un 2,89 mln in più quest’anno; il Basentello passa da 0,05 mln a 5,54 mln nel 2025 con +5,49 mln; la diga di Gannano invece passa da 2,17 mln del 2024 a 1,89 mln e dunque meno 0,28 mln di metri cubi.
La verità è semplice: Monte Cotugno e Pertusillo hanno perso insieme oltre 36 milioni di metri cubi in un anno, un dato che da solo basterebbe a definire l’emergenza. Gli aumenti in bacini minori non compensano la perdita nei serbatoi strategici. Non vogliamo creare allarmismo, ma leggere questi numeri fa davvero impressione, soprattutto se pensiamo a chi ogni giorno lavora nei campi o attende acqua nelle proprie case. Da giovani ci vergogniamo quasi a dover insistere sulla matematica di base, ma ci tocca farlo perché chi governa sembra non volerla leggere. E allora la domanda è inevitabile: Presidente Bardi, Presidente Pittella, avete davvero preso in mano questi dati e costruito uno scenario realistico, o vi siete affidati all’eterna speranza che “prima o poi piove”? Se la pioggia non arriverà, le conseguenze sono già scritte: meno superfici irrigabili, produzioni compromesse, imprese in difficoltà, cittadini con restrizioni. Non è catastrofismo, è logica elementare.
Lo diciamo con rispetto istituzionale, ma con chiarezza: ci dispiace essere costretti a richiamare la responsabilità politica, perché non dovrebbe toccare a noi giovani ribadirlo. Eppure i numeri parlano chiaro, e il silenzio della politica rischia di diventare corresponsabile della crisi. Non è più tempo di attendere il “tempismo politico” o di rispettare equilibri per non perdere la sedia. Qui non c’è in gioco una poltrona, c’è in gioco il futuro di un’intera comunità. E sia chiaro: se questa crisi non verrà affrontata con coraggio e responsabilità, i responsabili sarete voi. E soprattutto non ci aspettiamo settimana prossima l’ennesimo comunicato o conferenza stampa: qui c’è poco da parlare ma tanto da fare. Siate uomini del fare, perché di parole questa terra non ha più bisogno.
E chiudiamo con una consapevolezza che non ammette repliche: se l’acqua è il futuro della Basilicata, allora non gestirla significa condannare un’intera generazione.


