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Dai rifiuti in Basilicata alla discarica sui terreni della “famiglia di camorra”
Foto di repertorio

La sedicesima tappa del viaggio nell’imprenditoria lucana: Canio Caivano e le sue aziende

In questa puntata ci occupiamo dell’imprenditore Canio Caivano e delle sue aziende, in particolare della New Ecology System srl e della Caivano Calcestruzzi srl. Parliamo di un imprenditore attivissimo che nel giro di pochi anni ha portato le sue aziende a livelli importanti.

Partiamo dalla New Ecology System S.r.l. d’ora in poi NES

La NES nasce nel 2015 da una scissione della Caivano Calcestruzzi mediante costituzione di una nuova Società. In pratica la Caivano Calcestruzzi trasferisce parzialmente il ramo di azienda per la gestione dei rifiuti alla NES.  La Società ha un capitale sociale di  un milione di euro completamente detenuto da Flora Santopietro, coniuge dell’amministratore unico Canio Caivano. La NES registra alla data de 30 settembre 2024, 7 dipendenti.

La Società svolge l’attività di Recupero e preparazione per il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse. In particolare alcune attività inserite nell’oggetto sociale: la produzione riciclaggio e commercializzazione di prodotti provenienti da frantumazione di calcestruzzi sia cementizi che bituminosi oltre che da materiali lapidei; la produzione e commercializzazione dei prodotti provenienti dalla frantumazione di calcestruzzi sia cementizi che bituminosi oltre che da materiali lapidei; la demolizioni in proprio e conto terzi di manufatti in calcestruzzi anche armati, pavimentazioni stradali in genere; la bonifica di siti inquinati e smaltimento di rifiuti, materiali tossici e contenenti amianto;  raccolta di rifiuti pericolosi solidi e non solidi.

NES nel 2024 avrebbe fatturato circa 8 milioni, con un utile di 1,1 milione e con un costo del personale di 341mila euro. Ricavi aumentati del 35,2% rispetto al 2023 e costi diminuiti del 24,71% rispetto allo stesso anno. Fatturato medio negli ultimi 6 anni (2019-2024) 7,24 milioni. Fatturato globale negli anni 2022-2024 oltre 21milioni.

Il vantaggio della NES si sviluppa in un sistema regionale che, ormai, da decenni è privo di impiantistica di trattamento/recupero/valorizzazione della frazione organica da raccolta differenziata. I Comuni (in particolare in provincia di Potenza) sono stati “costretti” a conferire l’organico anche in impianti, nel caso specifico la NES, che sostanzialmente hanno operato per coprire la grave falla dell’assenza di impiantistica. L’impianto in questione, quindi, ha operato “in solitaria” in una situazione di grave deficit impiantistico, sopperendo per lunghi anni con attività che nulla hanno a che fare con il trattamento dell’organico finalizzato ad usi produttivi in agricoltura o alla produzione di biometano, ma garantendo solo uno stoccaggio temporaneo in vista dell’avvio dei conferimenti presso impianti fuori regione per il dovuto trattamento, appunto. E qui la mano della politica, oltre quella di integerrimi dirigenti pubblici, sarebbe stata pesante.

La carenza impiantistica avrebbe agevolato la NES e reso altamente proficuo un’attività unicamente riparativa, quindi non risolutiva della grave lacuna impiantistica (la cui risoluzione infatti è sempre stata spostata nel tempo). In pratica la NES prende i rifiuti e li sposta altrove, dopo che li avrebbe sottoposti a trattamento.

NES ha agito praticamente in una sorta di “monopolio”, continuato nel tempo, senza che le istituzioni deputate ponessero mai fine ad un’attività d’impresa che sposta il problema del trattamento della frazione organica più in avanti senza mai risolverlo, con indubbi vantaggi economici solo per l’azienda privata ma non per il territorio, tantomeno per i Comuni costretti a pagare per servizi sempre più costosi.

Il quadro di insieme:  le altre società riconducibili a Canio Caivano

La Caivano Calcestruzzi S.r.l. nasce come impresa di produzione di calcestruzzo nel lontano 1992 successivamente, nel 2014 apre un impianto di stoccaggio dei rifiuti inerti in località Mattina nella Zona Industriale di Tito Scalo. Il sito di stoccaggio dei materiali inerti è stato studiato, progettato e realizzato secondo gli standard delle più avanzate tecnologie. L’impianto è stato concepito per sfruttare al meglio i rifiuti stoccati.” Così sul dominio della pagina della società che tuttavia non è ancora collegato a un sito web.

La Caivano Calcestruzzi è una società a responsabilità limitata con un capitale sociale di 60 mila euro interamente detenuto da Canio Caivano, nato a Picerno nel 1970, amministratore unico dal 2012. Nata come impresa edile e produttrice di calcestruzzo, nel tempo ha ampliato il proprio oggetto sociale includendo anche attività legate al trattamento, trasporto e recupero di rifiuti. Dalla visura camerale risultano negli anni operazioni di acquisizione, cessione e scissione societaria, tra cui la nascita della New Ecology System srl, come già detto, e della Caivano Immobiliare srl. Di questa società parleremo più avanti. La Calcestruzzi, al 31 dicembre 2023 registra un solo addetto.

La Caivano immobiliare srl nasce nel 2018 con un capitale di 55mila euro interamente detenuto dal suo amministratore unico Canio Caivano. Anche questa società è oggetto di trasferimenti e scissioni con la NES e con Calcestruzzi srl.

La Rigenera Rifiuti srl, nasce nel 2018 con il codice Ateco 49.41 “trasporto merci su strada, autotrasporti conto terzi”. Capitale sociale, 55mila euro detenuto interamente dal presidente del Consiglio di amministrazione, Flora Santopietro, coniuge di Canio Caivano il quale della società è consigliere di amministrazione. La Rigenera Rifiuti srl è probabilmente l’azienda a cui è affidato il trasporto dei rifiuti della NES e dei materiali della Caivano Calcestruzzi. La società di trasporto, al 31 marzo 2025, registra 6 addetti.

Il nuovo impianto della Caivano Calcestruzzi srl

Fin qui il quadro sintetico delle società della famiglia Caivano. La NES si presenta come un’azienda avanzata, anche tecnologicamente, nel campo della gestione dei rifiuti e come un’azienda in grado di allargare il proprio business su altri mercarti. Di questo siamo convinti. Tuttavia, non sarà la Nes ad aprire una nuova discarica in Campania, ma la Caivano Calcestruzzi S.r.l. che opera con il codice Ateco 43.12 e che nell’oggetto sociale di nascita ha l’estrazione e la lavorazione di inerti, trasformazione di conglomerati cementizi e bituminosi, produzione di calcestruzzi preconfezionati. Oggetto sociale ampliato anche, tra l’altro, alla gestione di centri di raccolta di rifiuti non pericolosi e al trattamento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi. Sembra che in qualche modo, queste attività si sovrappongano a quelle della NES. Canio Caivano avrà avuto le sue ragioni imprenditoriali per aprire una discarica in Campania con autorizzazione intestata alla Calcestruzzi S.r.l. invece che, come parrebbe più ovvio, alla NES. Non spetta a noi giudicare queste scelte. Fatto sta che la NES già all’inizio dell’attività avrebbe trasferito rifiuti urbani indifferenziati conferiti dai Comuni a una società campana che a sua volta li avrebbe recuperati. Quindi la NES avrebbe avuto già collegamenti con altri impianti campani, tra cui quello di Angelo Egisto di Marcianise poi finito in guai giudiziari sembrerebbe per causa del fatto che i rifiuti non li recuperava per niente. Tuttavia, Angelo Egisto e la sua Società sono stati per molto tempo sulle pagine di cronaca dei giornali.

Spetta invece a noi raccontare che cosa è accaduto a Pignataro Maggiore con l’apertura di una nuova discarica autorizzata il 27 maggio 2025 dalla Regione Campania. Ad ottenere l’autorizzazione è la Caivano Calcestruzzi srl.

L’impianto per la messa in riserva e il recupero di rifiuti non pericolosi a Pignataro Maggiore, nell’agglomerato industriale ASI Volturno Nord di via Appia. L’impianto, che sorgerà su circa 19 mila metri quadri, sarà gestito dalla Caivano Calcestruzzi Srl, società con sede legale a Tito in provincia di Potenza e attiva dal 1992. Il decreto consente di trattare fino a 349 mila tonnellate annue di rifiuti non pericolosi, con uno stoccaggio massimo contemporaneo di 2.485 tonnellate. Tra i rifiuti ammessi figurano imballaggi misti, plastiche, gomma, scarti tessili, residui della pulizia stradale, rifiuti urbani non differenziati e ingombranti, oltre a frazioni da trattamento meccanico e compost fuori specifica. L’autorizzazione prevede prescrizioni stringenti: sorveglianza continua dell’impianto, sistemi di videosorveglianza e compartimentazione, limiti di altezza dei cumuli, controlli sulla radioattività, monitoraggi periodici delle emissioni e gestione attenta delle acque reflue. La ditta, che ha aperto a fine 2024 un’unità locale a Pignataro Maggiore, dovrà inoltre rispettare un piano di monitoraggio e controllo e sarà soggetta a verifiche di Arpac, Comune e Provincia. (paesenews.it)

La discarica nella “Svizzera della camorra”: su quali terreni nasce? 

Nel decreto di autorizzazione della Regione Campania numero 94 del 27 maggio 2025, si legge: “Il titolo di disponibilità dell’area è costituito da un contratto di compravendita stipulato con i sigg. Aleman Pena Maria Evangelista, Lubrano Felicia, Lubrano Caterina, Lubrano Gaetano,Lubrano Giuseppe, Lubrano Rossella, Lubrano Valentina, Lubrano Lorenzo, Lubrano Vincenzo, Lubrano Veronica, Lubrano Rosetta, Nuvoletta Rosa, regolarmente registrato”. Le polemiche si scatenano perché praticamente gran parte dei terreni sono di proprietà della famiglia Lubrano-Nuvoletta, ossia dei parenti dei capimafia (defunti ergastolani) Vincenzo Lubrano e Lorenzo Nuvoletta. Il clan Lubrano ha sempre mantenuto stretti rapporti con i Nuvoletta, attraverso di loro, ha iniziato a intrattenere rapporti con Cosa Nostra, in particolare con Totò Riina ed i Corleonesi. Gaetano Lubrano, fratello di Vincenzo, è stato un consigliere molto ascoltato dei fratelli Nuvoletta. Ricordiamo che Angelo Nuvoletta ordinò l’esecuzione del cronista del Mattino Giancarlo Siani, che avvenne la sera del 23 settembre 1985.

Il clan Lubrano, è stato attivo nella cosiddetta “Svizzera della camorra”, la cui “capitale” è stata sempre il paese di Pignataro Maggiore. “L’espressione “Svizzera della Camorra” è un termine giornalistico e non ufficiale che si riferisce a un’area specifica della Campania, spesso indicata come l’area a nord di Napoli, che storicamente è stata particolarmente permeabile e influenzata dalle attività della camorra. Questa zona è stata definita così perché, grazie alla sua posizione strategica, alla presenza di infrastrutture e a dinamiche sociali specifiche, ha favorito il radicamento e l’operatività delle organizzazioni criminali, fungendo in un certo senso come un “porto sicuro” per le loro attività illecite.” Il paragone con la Svizzera, nota per la sua neutralità e il suo ruolo di centro finanziario, è metaforico e serve a sottolineare la capacità della camorra di operare in un contesto che, pur essendo controllato, offre un certo grado di protezione e libertà di movimento rispetto ad altre aree. In altre parole, la “Svizzera della Camorra” è un’area dove le attività criminali possono prosperare con meno rischi e maggiore impunità. Insomma, un’area non proprio tranquilla, perciò l’investimento dell’impresa Caivano appare davvero coraggiosa.

La reazione dei cittadini di Pignataro Maggiore e della stampa locale

La notizia ha acceso una forte polemica a livello locale. Nell’agosto scorso, sui social, associazioni e cittadini hanno accusato che i terreni su cui sorgerà l’impianto sarebbero stati acquistati da società legate a famiglie storicamente ingombranti sul piano giudiziario e hanno parlato di “impianto della monnezza” imposto al territorio. A queste accuse ha replicato Vincenzo Lubrano, che ha precisato come la vendita di un terreno non comporti alcuna responsabilità su ciò che farà il nuovo acquirente, invitando a non dare credito a voci prive di fondamento e ricordando che ogni progetto autorizzato secondo le norme deve portare benefici alla comunità. L’intervento di un membro di quelle famiglie non ha però tranquillizzato l’opinione pubblica: molti cittadini si chiedono se sia stata stipulata una sorta di vendita “salvo buon fine”, cioè legata alla riuscita dell’autorizzazione regionale, ipotesi che alimenterebbe dubbi sulla trasparenza dell’operazione perché potenzialmente esposta a pressioni locali. Il confronto è quindi destinato a proseguire tra timori ambientali e sospetti sulle modalità con cui è maturata l’intera operazione. (paesenews.it)

Il ricorso al presidente della Repubblica

Per quanto ne sappiamo, leggendo sul sito Officina@0823,  la giunta comunale di Pignataro Maggiore ha votato all’unanimità il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il decreto n.94/2025, che autorizza la società Caivano Calcestruzzi Srl all’installazione dell’impianto. La decisione è arrivata nella seduta del 19 settembre ed è stata definita dall’amministrazione un passaggio “necessario e non più rinviabile” per difendere il territorio. Il Comune sottolinea come l’area sia già satura di insediamenti potenzialmente inquinanti. Un quadro aggravato dai recenti incendi negli impianti di Pastorano e Teano, che hanno messo in evidenza la fragilità dell’ecosistema locale. Il ricorso contro il decreto autorizzativo segna quindi un punto fermo: il Comune di Pignataro Maggiore si prepara a sfidare davanti al Presidente della Repubblica una scelta che giudica incompatibile con il territorio e con il futuro dell’Agro Caleno”. Tuttavia, qualcuno fa notare che il ricorso a Sergio Mattarella è praticamente inutile, per ragioni strettamente giuridiche. Staremo a vedere. Arrivederci alla prossima puntata

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Ringraziamo per la collaborazione il collega Vincenzo Palmesano

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