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Indotto Stellantis, appeso a un filo il futuro dei lavoratori della Brose
La Brose di Melfi

La fabbrica produce il modulo “porta” non previsto per i nuovi modelli di auto

La Brose, azienda dell’indotto Stellantis di San Nicola di Melfi, fuori dal circuito produttivo rischia la chiusura e con essa rischiano di rimanere senza lavoro gli ottanta dipendenti. Da mesi si discute sulla fine della produzione dei moduli porta destinati ai modelli Stellantis attualmente in fase di dismissione nello stabilimento di Melfi. Sulla questione interviene la Uilm che spiega come l’azienda si “un caso unico nell’intero indotto Stellantis: con l’abbandono della tecnologia del modulo porta per le nuove vetture — non solo a Melfi ma in generale in Italia — l’azienda si ritrova, di fatto, fuori dal perimetro produttivo del settore automotive nazionale”.

Alla luce di questa realtà, -sottolinea il sindacato-è indispensabile attivare immediatamente un tavolo specifico che coinvolga: Stellantis, in qualità di attore principale del sistema industriale locale; il Ministero delle Imprese e del Made in Italy; la Regione Basilicata; tutte le istituzioni competenti”.

L’obiettivo deve essere l’avvio di un serio processo di reindustrializzazione del sito Brose di Melfi, capace di garantire prospettive concrete e durature per le circa 80 famiglie coinvolte. Non possiamo permettere che una realtà produttiva che ha già conosciuto momenti difficili dieci anni fa — e che fu allora rilanciata anche grazie all’impegno di tutte le parti sociali in occasione dell’avvio del progetto Renegade — venga oggi abbandonata al proprio destino. Serve responsabilità, visione e rapidità. Nessuno deve essere lasciato indietro.