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La Basilicata rischia di perdere l’ultimo treno
Foto di repertorio

La Cgil contesta la narrazione della Regione sul Frecciarossa

«Non possiamo più accettare la narrazione fuorviante sulla vertenza Frecciarossa ». È un attacco netto e diretto quello lanciato dalla Cgil e dalla Filt Cgil Basilicata, che intervengono nel dibattito, sempre più acceso, sulla possibile ridefinizione del servizio Frecciarossa Taranto–Roma via Potenza, in scadenza il prossimo 30 settembre. Secondo il sindacato, il recente annuncio dell’apertura di un “tavolo tecnico” con Trenitalia rappresenta una scelta opaca, priva di trasparenza e di coinvolgimento democratico. «Non è chiaro chi siano questi “tecnici”, né perché si continui a ignorare quanto previsto dalla Legge regionale 22/1998, che istituisce l’Osservatorio regionale sui trasporti come unico luogo legittimato per discutere di queste tematiche.

È inaccettabile che la Regione continui a disattendere gli strumenti partecipativi previsti dalla legge». Il punto più critico, secondo la Cgil, riguarda proprio l’approccio della Regione nel confronto con Trenitalia: «Parlare solo di sostenibilità economica e di ripartizione dei costi tra Regioni significa ridurre un servizio pubblico strategico a una mera questione contabile. Il collegamento Frecciarossa non è un
privilegio, ma un diritto per i cittadini lucani e pugliesi».

La Basilicata – ricordano i sindacati – è una regione a domanda debole e, proprio per questo motivo, il trasporto ferroviario deve essere considerato un investimento di coesione territoriale, non un costo da tagliare. «Se il metro di giudizio è il ricavo da traffico, allora in questa regione nessun servizio di trasporto pubblico sarebbe giustificato. È una logica che rifiutiamo e che ha già portato l’assessore a sopprimere un collegamento strategico e utile come il Lucania Express, probabilmente su consiglio di qualche “tecnico” d’Oltrepò. Anche in quell’occasione mancò un confronto sui numeri e un’analisi nel rapporto con gli altri treni finanziati dal contratto di servizio della Basilicata».

Il sindacato denuncia anche la totale assenza di trasparenza sui numeri utilizzati dall’assessore Pepe: «Si parla di dati di traffico, di passeggeri, di costi… ma nessun dato ufficiale è stato pubblicato o condiviso con le parti sociali. In queste condizioni, ogni discussione è priva di fondamento. Senza dati verificabili, qualsiasi decisione rischia di essere inutile».

La Cgil allarga lo sguardo al contesto nazionale: «Il Frecciarossa via Potenza è uno dei pochi collegamenti diretti tra la Basilicata e il Centro-Nord. Metterlo in discussione significa aggravare il
divario infrastrutturale del Paese, penalizzando ancora una volta le aree interne e periferiche».
Anche la proposta di ripartizione dei costi tra Regioni viene bocciata: «Apparentemente equa, in realtà rischia di diventare un boomerang per il servizio in Basilicata, che ha molto più da perdere rispetto alla Puglia, la quale dispone di molti più vettori per raggiungere il Centro-Nord. Temiamo che lo scontro con la Puglia sulla divisione dei costi sia solo una distrazione di massa per giustificare un eventuale
fallimento dell’assessore Pepe». Il sindacato ricorda che due anni fa, grazie al dialogo con la Filt Cgil, l’allora assessora Donatella Merra – esponente dello stesso partito dell’attuale assessore – accolse la proposta di attivare un Frecciarossa “a mercato”, evitando Napoli Centrale e con una significativa riduzione dei tempi di percorrenza. «Fu una vittoria condivisa, ottenuta grazie alla partecipazione e alla mobilitazione. Oggi, invece, vediamo solo dichiarazioni di facciata e operazioni senza visione».

La Cgil conclude con un appello a tutte le forze sociali e civiche della Basilicata: «Serve una mobilitazione ampia, trasversale e determinata: studenti, lavoratori, pendolari, sindacati, partiti, associazioni. La mobilità è la chiave per uscire dalla crisi. Senza collegamenti adeguati, non c’è sviluppo possibile». «La vertenza Frecciarossa non è una questione tecnica. È una grande questione politica e sociale. E come tale va affrontata: con trasparenza, condivisione e, soprattutto, coraggio. Non c’è più tempo da perdere. La Basilicata rischia di perdere l’ultimo treno. All’assessore chiediamo: se non ora, quando?».