Logo
La ‘pizzicata’ come strumento di visibilità politica
Francesco Cupparo

In Basilicata le bugie hanno perso la calma

Per pizzicata si può intendere una quantità di roba che si prende tra le dita: il pollice, l’indice e magari anche l’anulare. Insomma, prendersi un pizzico di qualcosa. E’ la metafora che oggi abbiamo deciso di usare per spiegare e commentare un comportamento sempre più diffuso tra politici, esponenti delle istituzioni e dirigenti “la qualunque”.

Apre un asilo nido? Ed ecco che tutti prendono la parola per esprimere soddisfazione, per far sapere che si tratta di un segnale importante per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e per la creazione di nuova occupazione. Oppure che “si tratta di una svolta per lavoro e famiglie”. Insomma, ci si prende la pizzicata sull’esito di un progetto che è stato fermo lì per 4 anni senza che nessuno abbia aperto bocca. Magari chi usa le famose tre dita, non sapeva nemmeno dell’esistenza di quel progetto, tra l’altro sbagliato, scritto male e con risorse insufficienti. Ma la propaganda è propaganda. E la pizzicata è d’obbligo. La Consigliera regionale di Parità si è subito precipitata: “una svolta per lavoro e famiglie”. Ogni tanto dare segnali di esistenza anche appoggiandosi alla propaganda altrui è utile. Il consigliere regionale grande statista, Fernando Picerno, prende la pizzicata scambiando l’asilo nido per un parcheggio di bambine a bambini: “si tratta – annuncia – di un’iniziativa lungimirante che rappresenta un concreto investimento nel benessere delle lavoratrici e lavoratori”.

Nel frattempo, pare, sia stato allontanato lo spettro del licenziamento di centinaia di lavoratori della Smartpaper. Apriti sesamo! La propaganda si fa magia. Giustificato Francesco Cupparo che, per ruolo, ha il diritto di narrare le grandi gesta del suo assessorato sulle magnifiche sorti dell’economia e dell’occupazione in Basilicata. Insomma è naturale che la spari grossa del tipo “nessuno perderà il posto di lavoro alla Smartpaper.” Meno giustificata l’esultanza e la pizzicata della consigliera regionale Maddalena Fazzari: “Abbiamo tutelato i diritti dei lavoratori, non si perderà un solo posto di lavoro “. La domanda che sorge spontanea è: ma lei che c’entra? E la domanda più cattiva è: ma lei che ci capisce? Non sa che si tratta di un risultato momentaneo, transitorio? Non sa che gran parte di quei lavoratori andrà a casa e prima della pensione? Lo sanno i sindacati che hanno giustamente mostrato prudenza. Forse lo sa anche Cupparo, forse, perché ormai ha dimostrato di essere un agitatore di sogni che al mattino si trasformano in incubi. Sicuramente lo sanno l’azienda e i suoi committenti. La politica non lo sa o fa finta di non saperlo. Tant’è che anche il consigliere regionale Gianuario Aliandro ha preso la sua pizzicata: “È una giornata di grande soddisfazione… La risoluzione positiva della vertenza Smartpaper rappresenta un risultato significativo che merita il riconoscimento di tutti coloro che si sono adoperati per raggiungere questo obiettivo.” Naturalmente lui sa di non meritare alcun riconoscimento sulla vicenda, ma la pizzicata ci sta. Che altro potrebbe dire? Che altro potrebbe fare? Nulla.

Sulla vertenza Smartpaper si è mobilitato mezzo mondo politico in una misura inedita. E la pizzicata se la sono presa quasi tutti. Chissà perché. I maligni continuano a dire che in quell’azienda nessuno veniva assunto senza la raccomandazione di esponenti politici. Ai maligni vogliamo ricordare che la Basilicata è piena di aziende “zavorra”. E spieghiamo come funziona: queste aziende fatturano e assumono grazie alle risorse pubbliche veicolate dal politico di turno il quale ha il veto sulle assunzioni e quindi si costruisce il pacchetto di consenso elettorale. Quando l’azienda è in difficoltà quel pacchetto diventa precario e allora bisogna fare di tutto per salvare l’occupazione, ossia per mantenere il gruzzolo del consenso. Gruzzoletto che con una facilità disarmante passa da una proprietà all’altra.

A parte tutto, la pizzicata è ormai una tecnica usata da chi mediamente ha nulla da dire e nulla sa che fare, perché nulla sa fare. Un’associazione denuncia le carenze nell’assistenza ai malati di Sla? Ecco che prende la parola tra gli altri, Piero Marrese, che non ci risulta si sia mai preoccupato di Sla nella sua vita politica: “È inaccettabile che oltre cinquanta cittadini lucani affetti da Sla continuino a vivere nel silenzio e nell’abbandono delle istituzioni.” Lei, Marrese, è un genio, non sapevamo che fosse inaccettabile.

La formula più usata di pizzicata, diciamo quella alla giornata è: “esprimo soddisfazione per…” Naturalmente la soddisfazione è diffusa attraverso comunicati stampa e tammurriate  sui social. “Il consigliere regionale Tizio esprime il più sentito plauso per il successo della festa della birra”. E chi se ne frega.