Bambini senza futuro, lavoratori poveri e anziani sempre più fragili: ecco la Basilicata del 2025
Dalle elaborazioni Uil su dati Inps e Istat emerge una povertà in crescita, “non è più solo mancanza di reddito, ma esclusione dai diritti fondamentali”
La Basilicata è sempre più attraversata da nuove e vecchie forme di povertà che colpiscono lavoratori, famiglie, bambini e pensionati. I dati e le testimonianze raccolte nel nostro percorso nei territori confermano una realtà che non possiamo ignorare: il rischio di esclusione sociale è oggi una minaccia concreta per migliaia di lucani.
Lavoro povero: salari bassi e precarietà. Secondo le elaborazioni Uil su dati Inps e Istat, oltre il 25% dei lavoratori lucani guadagna meno di 10.000 euro l’anno. Cresce il fenomeno del lavoro povero, legato a precarietà, part-time involontario, contratti a termine e bassi salari. Non basta avere un impiego per vivere dignitosamente: troppi giovani e donne, anche se occupati, rimangono sotto la soglia di povertà.
Povertà infantile: bambini senza futuro. In Basilicata un minore su quattro vive in condizioni di povertà relativa, con difficoltà nell’accesso ad attività educative, sportive e culturali. La denatalità, unita alla mancanza di servizi per l’infanzia e sostegni adeguati alle famiglie, sta producendo una vera emergenza sociale, con il rischio di condannare intere generazioni a un futuro senza opportunità.
Pensionati e anziani sempre più fragili. Tra i pensionati lucani, oltre il 40% percepisce meno di 750 euro al mese, con conseguenze dirette sulla qualità della vita, sull’accesso alle cure e persino sul diritto ad alimentarsi in maniera adeguata. Gli anziani sono spesso soli, costretti a scegliere tra comprare le medicine, pagare le bollette o aiutare i figli disoccupati.
Le nuove povertà: energia, sanità, digitale, isolamento. Povertà energetica: il caro-bollette pesa in modo insostenibile su migliaia di famiglie. Una casa su cinque non riesce a riscaldarsi adeguatamente nei mesi invernali, nonostante la Basilicata sia regione produttrice di energia. Povertà sanitaria: liste d’attesa infinite, mobilità passiva e ticket sanitari spingono tanti lucani a rinunciare alle cure o a sostenere spese insostenibili per curarsi fuori regione. La salute non può essere un lusso. Povertà digitale: ampie aree della regione restano prive di connessioni stabili e veloci. Il divario digitale penalizza studenti, imprese e lavoratori, rendendo impossibile accedere a servizi online, smart working e nuove opportunità di formazione. Povertà da isolamento sociale e infrastrutturale: molti comuni lucani soffrono una condizione di marginalità dovuta a carenze nei trasporti, viabilità inadeguata, chiusura di servizi essenziali e mancanza di spazi comunitari. Questo isolamento fisico e sociale genera solitudine, spopolamento e perdita di coesione, accentuando la distanza tra cittadini e diritti fondamentali.
Di fronte a questa fotografia allarmante, la Uil Basilicata chiede: un piano straordinario per il lavoro di qualità, con investimenti in innovazione, formazione e salari dignitosi; sostegni concreti alle famiglie e ai minori, per contrastare la povertà educativa e infantile; interventi strutturali per gli anziani e i pensionati, potenziando welfare, sanità territoriale e servizi di prossimità; politiche energetiche, digitali e infrastrutturali inclusive, che trasformino le risorse lucane in un reale vantaggio per i cittadini e rompano l’isolamento delle comunità interne.
“La povertà in Basilicata – dichiara Vincenzo Tortorelli, Segretario UIL Basilicata – non è più solo mancanza di reddito, ma esclusione dai diritti fondamentali: lavoro, salute, istruzione, energia, connessione, mobilità e relazioni sociali. È tempo di costruire un nuovo patto sociale che metta al centro le persone, per restituire dignità e futuro alla nostra regione.”


