Liste d’attesa e potenziamento prestazioni, “assessore apra immediatamente un tavolo di confronto”
Uil e Uil Fpl intervengono dopo l’annuncio di Latronico: non si può scaricare ulteriormente il peso della riorganizzazione sulle spalle di chi ogni giorno tiene in piedi il servizio sanitario regionale
Annunciare l’aumento delle prestazioni attraverso attività aggiuntive e l’ampliamento delle fasce orarie, compresi i weekend, senza un vero confronto con i sindacati significa scaricare ulteriormente il peso della riorganizzazione sulle spalle di chi ogni giorno tiene in piedi il servizio sanitario regionale”. A sostenerlo in una nota congiunta i segretari regionali Uil, Vincenzo Tortorelli, e UilFpl, Giuseppe Verrastro, a commento del provvedimento annunciato dall’assessore Latronico per il potenziamento delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e per ridurre le liste di attesa.
“Non si tratta solo di una questione sindacale, ma – aggiungono – di buon senso e di rispetto: senza ascoltare chi rappresenta i lavoratori, le misure rischiano di tradursi in soluzioni calate dall’alto, difficili da applicare e destinate a produrre nuove tensioni anziché migliorare i servizi. Per queste ragioni chiediamo con forza che l’assessore apra immediatamente un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, affinché si possa discutere non solo delle risorse economiche stanziate e delle modalità di utilizzo del personale, ma anche delle condizioni di lavoro, della sicurezza e della sostenibilità a lungo termine delle misure adottate”.
“Ancora una volta, sottolineano Uil e UilFpl – dobbiamo denunciare con fermezza un atteggiamento che riteniamo sbagliato e lesivo delle relazioni sindacali: i sindacati non sono stati informati né convocati, non vi è stato alcun confronto preventivo né possibilità di approfondire nel merito scelte che incidono direttamente sull’organizzazione del lavoro e sulla vita professionale del personale sanitario. Mentre a parole l’assessore continua a dichiarare di voler costruire un dialogo con le parti sociali, nei fatti si prosegue con una gestione unilaterale, che bypassa chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori. Non è la prima volta che accade e, se questo metodo diventa prassi, rischia di svuotare di significato ogni richiamo alla partecipazione e alla trasparenza. Ricordiamo che il personale sanitario è già sottoposto da anni a carichi di lavoro crescenti, turni estenuanti e una pressione continua dovuta alla cronica carenza di organici.
Quanto al coinvolgimento delle strutture private accreditate, alcune delle quali interessate dalle conseguenze dei tetti di spesa, e quindi con conseguenze dirette sulla loro operatività e i livelli occupazionali, Uil e UilFpl – che nei giorni scorsi hanno incontrati lavoratori per avviare iniziative di tutela – sono interessate ad approfondire il provvedimento che ha comunque un fondo finanziario limitato a soli 2 milioni di euro. Il diritto dei cittadini ad avere tempi di attesa più brevi non può essere separato dal diritto dei lavoratori ad essere rispettati, ascoltati e messi nelle condizioni di svolgere il proprio compito con professionalità e dignità. Solo attraverso il dialogo e la condivisione delle scelte sarà possibile garantire un sistema sanitario equo, efficiente e sostenibile per tutti”.


