Morte Giuseppe Passarelli, Amministrazione di Rotondella e associazioni chiedono “verità e giustizia”
Il giovane carabiniere morì per un colpo di pistola alla nuca, la Procura di Castrovillari archiviò il caso come suicidio. La famiglia però non ha mai creduto a questa ipotesi
L’Amministrazione Comunale di Rotondella e le Associazioni che hanno aderito al Patto Civico per la legalità, la sicurezza e lo sviluppo del territorio del metapontino (Spi Cgil Prov. Matera, Libera Basilicata, Cittadinanza Attiva, Anpi prov. Matera, Legambiente Policoro, Circolo Arci “La Tarantola di Rotondella), a seguito dell’incontro pubblico svoltosi il 30 agosto, alla biblioteca comunale “Prof. Mario Dimatteo” nell’ambito del campo della legalità “Oltre l’Atlantide: costruire bellezza con la legalità”, intendono esprimere la propria solidarietà e pieno sostegno alla battaglia per la verità e la giustizia sulla morte di Giuseppe Passarelli.
Giuseppe Passarelli 21 anni di Policoro, il 24 marzo 1997 venne trovato con una ferita di pistola alla nuca nella caserma carabinieri di Cassano allo Ionio dove prestava servizio da poche settimane. Il giovane carabiniere morì dopo poche ore all’ospedale di Cosenza. La Procura di Castrovillari archiviò il caso come suicidio, conclusione a cui i familiari non hanno mai aderito.
L’evento, organizzato dal Circolo Arci La Tarantola, dallo Spi Cigl Matera e dalla Rete degli Studenti Medi, ha visto una numerosa partecipazione di studenti e cittadini, che hanno ascoltato con profonda attenzione la testimonianza di Chicca D’Alessandro e di Angela sorella del giovane carabiniere. L’iniziativa ha riacceso i riflettori su una vicenda ancora avvolta nel mistero e ha rafforzato la convinzione che la tesi del suicidio, stabilita a suo tempo, sia una dubbia certezza, ipotesi messa in discussione già allora dal perito nominato dalla Procura di Castrovillari (Cosenza).
Siamo convinti-si legge in una nota- che la ricerca della verità sia un dovere morale per ogni società civile e, in questo senso, l’incontro ha rappresentato un momento cruciale per la nostra comunità. La partecipazione attiva dei giovani, in particolare, dimostra che la memoria non è solo un atto dovuto, ma un motore di cambiamento e di impegno civico.
L’Amministrazione Comunale di Rotondella si fa quindi portavoce di questo sentimento popolare e lancia un appello alle istituzioni, ai comuni vicini e all’opinione pubblica, affinché si faccia luce su quanto accaduto. Chiediamo che vengano riprese le indagini e che ogni pista, anche la più remota, venga esplorata per restituire dignità alla memoria di Giuseppe e per dare risposte concrete ai suoi cari e alla comunità. Ci uniamo compatti al grido di “verità e giustizia” che da anni risuona in Basilicata.
“Non si può permettere che la chiusura del caso della morte di un giovane, raggiunto da un colpo alla nuca e agonizzante per ore, debba lasciare così tanti dubbi nell’averla ricondotta al suicidio. A dirlo è stata Chicca D’Alessandro intervenuta all’incontro del 30 agosto scorso-Non lo si può accettare alla luce di evidenti prove, rilevate dallo stesso perito nominato dalla Procura e mai approfondite. Inoltre l’autopsia ha rilevato un particolare inconfutabile, la bile presente nella cistifellea racconta esplicitamente che Giuseppe non aveva pranzato ancora quando agli atti tutti i commilitoni presenti quel giorno in caserma dichiarino di aver pranzato tutti insieme un’ora prima dell’accaduto.” Il dolore di una famiglia e della comunità non può e non deve rimanere inascoltato.


