Logo
Motorizzazioni plurali, scelte europee e nuove formule di accesso all’auto: così si difende il futuro di Melfi

La Uilm Basilicata su dichiarazioni di Filosa: “È un segnale positivo, ma non sufficiente a sciogliere le incertezze sul futuro produttivo e occupazionale”

La Uil Basilicata “accoglie con attenzione le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di Stellantis, Antonio Filosa, che ha confermato la centralità dello stabilimento di Melfi nei piani industriali grazie a nuovi modelli come la Jeep Compass. È un segnale positivo, ma non sufficiente a sciogliere le incertezze sul futuro produttivo e occupazionale”.

Il primo nodo da affrontare resta quello delle motorizzazioni. La Uil Basilicata ribadisce la necessità di garantire una pluralità di soluzioni – elettrico, ibrido ed endotermico – affinché la transizione non diventi un’imposizione tecnologica capace di penalizzare i lavoratori, i territori e le imprese.

Determinanti saranno anche le scelte che l’Europa assumerà nei prossimi mesi. Senza regole chiare e politiche industriali comuni, il rischio è che l’automotive europeo e italiano perda terreno rispetto ai principali concorrenti globali.

Accanto a questi aspetti, è indispensabile affrontare il tema dell’accessibilità al mercato dell’auto. Oggi, con salari fermi e prezzi sempre più alti, per molte famiglie acquistare un veicolo è diventato proibitivo. Per questo la UILM Basilicata propone di aprire la strada a nuove formule di utilizzo e acquisto, sostenute da detrazioni e deduzioni permanenti, sul modello già adottato in altri Paesi europei.

L’occupazione, infatti, si mantiene e cresce solo se ci sono volumi effettivi di vendita. Questo significa mettere i consumatori nelle condizioni reali di acquistare i veicoli prodotti. Altrimenti si possono anche annunciare milioni di nuove auto, ma la realtà è che senza strumenti concreti non si produce sviluppo: non basta costruire automobili di qualità, occorre renderle anche accessibili e acquistabili.

Senza una politica integrata che tenga insieme motorizzazioni plurali, scelte europee coraggiose e nuove formule di accesso all’auto, -conclude il sindacato-non sarà possibile garantire né domanda interna né tutela occupazionale.