Nel sangue dei lavoratori della Sider Potenza trovati metalli pesanti
E’ l’associazione Cova Contro a pubblicare alcuni documenti con i risultati dello screening disposto e finanziato dalla Uilm Basilicata nel 2023
Metalli pesanti nel sangue di 168 lavoratori della Sider Potenza. E’ questo il risultato delle analisi pubblicate sul sito dell’associazione Cova Contro che nei giorni scorsi ha ricevuto un plico in forma anonima con i documenti sullo screening e una lettera. Le analisi del sangue degli operai della ferriera sono state fatte nel 2023 su 168 dei 230 lavoratori.
Lo studio era stato disposto e finanziato dalla Uilm Basilicata che fece sottoporre i lavoratori allo screening il 3 e 4 aprile del 2023. Dai risultati di quelle analisi è emersa la presenza nel sangue di tutti i 168 lavoratori alle analisi, antimonio e manganese. Mentre su altri gruppi di operai sono stati trovati cromo, alluminio, nichel, vanadio e mercurio, cadmio, arsenico, piombo. Nelle conclusioni delle analisi effettuate in un laboratorio accreditato, si legge “alla luce dei risultati ottenuti nel biomonitoraggio effettuato su una popolazione di 168 dipendendenti della Sider Potenza è possibile affermare che la situazione risulta essere molto complessa e preoccupante” e ancora: “Il numero di operatori con parametri fuori dai limiti di accettabilità stabiliti dall’Istituto Superiore di Sanità è troppo elevato per considerare eventuali contaminazioni al di fuori dell’ambiente lavorativo”. Nella relazione si legge inoltre: “Risulta pertanto evidente un accertato rischio di esposizione professionale ad agenti chimici/cancerogeni”. Purtroppo in letteratura è chiaramente descritto che in tale ambiente lavorativo sono presenti metalli pesanti e non solo. Abbiamo tralasciato in questo studio altri inquinanti quali, diossine, furani Ipa (Idrocarburi policiclici aromatici, ndr) e Pcb (Policlorobifenili, ndr), anch’essi presenti come contaminanti nell’ambiente siderurgico. Risulta pertanto evidente un accertato rischio di esposizione professionale ad agenti chimici/cancerogeni; non possiamo escludere a priori, nè tantomeno ipotizzare che diversi operatori ad oggi siano già colpiti dalle malattie sopra descritte”.
I risultati delle analisi furono portati all’attenzione degli inquirenti che avrebbero avviato verifiche aprendo un fascicolo di indagine, con accessi nel sito industriale di tecnici dell’Arpa Campania e dei Carabinieri del Noe e della Tutela del Lavoro. Ad oggi tuttavia nulla si sa dell’inchiesta. Ad attenderne l’esito gli stessi lavoratori che, nelle assemblee sindacali fatte dopo aver ricevuto i risultati delle analisi, avrebbero concordato di attendere il lavoro della magistratura.
L’azienda del Gruppo Pittini, allo studio commissionato dal sindacato aveva risposto annunciando delle contro analisi di cui al momento non si conoscono i risultati definitivi. Ma la stessa azienda tra il 2021 e il 2023 aveva effettuato uno screening che non avrebbe evidenziato valori critici eccezion fatta per il piombo per cui si evidenziava una “sub criticità”.
Il plico inviato all’associazione ambientalista riapre la questione e soprattutto evidenzia, in alcuni passaggi della lettera che accompagna l’esito dello studio, il timore in cui vivono i lavoratori i quali si dicono “stanchi di lavorare in condizioni disumane”. Ed è Giorgio Santoriello di Cova Contro a ricordare l’indagine del 2014 che coinvolse la ferriera di Potenza e a chiedersi quale sia stato l’esito che “ad oggi non è dato sapere”.


