Scuola di Medicina: la bufala dell’abolizione del numero chiuso
A Potenza si sono suonate le trombe per i 200 iscritti ma i posti sono 74
La genialata della ministra e gli entusiasmi ingiustificati. Le fonti ufficiali recitano: “Tolto il numero chiuso a medicina”. Qualche riflessione al riguardo va fatta. Il numero chiuso c’è sempre, solo che si attiva a partire dal secondo semestre, complicando per tutti di molto la vita. Infatti i giovani che si iscrivono a medicina dovranno frequentare per il primo semestre 3 corsi e alla fine dovranno sostenere le prove d’esame per tutti e tre i corsi. Se non superano i tre esami sono fuori. Quindi cosa faranno?
All’atto dell’iscrizione devono indicare altri due corsi di laurea ai quali potranno accedere in caso di fallimento. Ovviamente indicheranno lauree vicine a medicina come, ad esempio, farmacia. Peccato che anche farmacia è a numero chiuso e quindi se il corso sarà al completo non potranno rientrare. Alla fine cosa succederà? Che questi giovani perderanno tempo e soldi. Il tutto con complicazioni inimmaginabili di tipo logistico.
A Potenza si sono suonate le trombe per i 290 iscritti ma i posti sono 84, se tutti superano i corsi del semestre dove finiranno gli altri 130? E chi non li supera ripiegherà su farmacia o biologia: e dove sono i posti se già occupati da chi ha fatto la scelta a monte per farmacia e biologia? Oppure a medicina a Bari dove si sono iscritti in 3mila? Senza contare il riaffacciarsi dello spettro della didattica a distanza per causa della carenza di spazi per tenere i corsi in presenza. Un pasticcio. E poi gli alloggi, sugli annunci si legge: “Non si affitta a semestrali di medicina”. Suonate pure le trombe.


