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Smartp@per: “Tutto risolto? No, per noi è ancora tutto incerto”
Smartp@per, sede Tito

La voce di un lavoratore sul cambio di appalto tra Enel e ditte subentranti: “Non c’è ancora nulla di scritto, non sappiamo dove ci manderanno, inoltre l’appalto coprirà solo due anni. La politica dice che è tutto risolto, ma fanno solo campagna elettorale”

“Per Cupparo e Bardi pare tutto già risolto, ma fin qui abbiamo sentito solo parole, se non arrivano certezze scritte su contratti e luogo di lavoro non si può certo parlare di risvolti positivi”. Ad aprirsi, pochi giorni dopo il tavolo in Regione Basilicata sul futuro dei lavoratori Smartpaper, è proprio un dipendente di Sant’Angelo Le Fratte. In gioco c’è il futuro di centinaia di posti di lavoro come operatori ex Enel, tra le sedi di Sant’Angelo Le Fratte e Tito, oltre che di Castelfranco Veneto. Fatturazioni, recupero crediti, controllo qualità: queste le mansioni svolte in questi anni per conto prima di Enel, di Enel Energia e Mercato libero negli ultimi anni. A fine luglio la notizia del cambio di appalto e di una “lista di prescelti”, che ha scosso le maestranze.

IL TAVOLO COI NUOVI ARRIVATI Dall’incontro di lunedì scorso in Regione Basilicata, accompagnato da un presidio dei lavoratori supportati dai sindacati di categoria, è trapelato l’ottimismo dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo. “Non si perderà nessun posto di lavoro”, ha assicurato Cupparo dopo aver incontrato rappresentanti della subentrante Accenture, nella commessa Enel. Vista con gli occhi dei dipendenti, però, la vicenda è più complessa, non basta l’ottimismo di maniera, servono fatti concreti. Dipendenti e operatori lucani, molti dei quali al lavoro da oltre un quindicennio, hanno infatti puntato il meglio dei loro anni in Smartpaper; hanno scommesso sul rimanere in Basilicata mentre i loro coetanei cercavano fortuna altrove. E’ chiaro che oggi l’umore appare altalenante, ove non cupo. Le nubi scure non si sono ancora diradate.

UMORE ALTALENANTE “C’è molta confusione in noi, qui ognuno pensa a salvare il proprio posto di lavoro, ad ogni modo – aggiunge il dipendente con cui abbiamo parlato – io non mi sento affatto ottimista, la politica fa solo campagna elettorale, i tavoli di discussione veri devono ancora aprirsi mentre c’è chi parla già di situazione risolta”. Già, infatti si attende il prossimo incontro in Regione a cui con ogni probabilità seguiranno le assemblee sindacali che dovrebbero fare chiarezza. Se è vero infatti che la nuova Ati di imprese subentranti ad Enel nell’appalto, (Accenture e DataContact) nell’incontro di lunedì scorso ha assicurato “non taglieremo posti di lavoro”, perchè vale sempre la clausola di salvaguardia sociale presente nella gara di appalto, ci sono però ancora dubbi sul futuro.

DUBBI COME MACIGNI “Ancora non si sa se le nuove aziende per cui lavoreremo subentreranno già da ottobre o se ci saranno altri slittamenti” , osserva la nostra fonte. Ma questo è solo un dettaglio. C’è dell’altro. “L’appalto dura due anni, e può essere prorogato, ma che ne sappiamo nel frattempo cosa può accadere, e se poi per qualche ragione ci scaricano in seguito, come facciamo ad avere queste certezze, molti di noi hanno un’età che non consentirebbe di rimettersi in gioco facilmente, tra qualche anno…” Questo i dubbi sul medio periodo. Ma il vero nodo gordiano, su cui scorre l’intera vicenda, è un altro. “Finora non abbiamo avuto alcuna garanzia che rimarremo nelle sedi lucane di Sant’Angelo Le Fratte e Tito”. Questo interrogativo è forte e fa paura. “Cosa ne sappiamo, magari ci trasferiscono altrove, sul piano formale chi glielo impedirebbe?”.

IN ATTESA DEL PROSSIMO TAVOLO Sono queste le domande che i quasi 400 dipendenti lucani di Smartpaper continuano a porsi, in modo più o meno assillante. Almeno fino al prossimo tavolo istituzionale. Ci sarà da attendere, quindi, senza eccedere nell’ottimismo. Già, perché “se la politica fa campagna elettorale anche sulla nostra pelle, a noi l’unica cosa che può consolarci è vedere nero su bianco il nuovo contratto. Così saremo davvero salvi. Almeno per due anni”. Le nuvole, in sostanza, non si diraderanno mai del tutto. Ma per qualche schiarita, che riguardi almeno le attività dei prossimi due anni e le sedi di lavoro previste, c’è da aspettare il prossimo tavolo regionale. Si parla, in modo non ufficiale, già della prossima settimana. A quell’incontro siederanno l’assessore allo Sviuppo economico (Cupparo), sindacati, rappresentanti di Smartpaper e della Ati subentrante. Ai lavoratori toccherà incrociare le dita. E attendere. “Ma ancora nulla è risolto, i veri tavoli devono ancora venire”, ribadisce ancora una volta la nostra fonte.