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Stellantis Melfi, “Jeep Compass primo segnale, ma senza risposte immediate e azioni concrete si continuerà a perdere posti di lavoro”

Fim Cisl: dalla riunione odierna della Commissione Europea è emerso che le vendite di automobili sono in calo, l’occupazione nel settore continua a diminuire e i costruttori hanno chiesto maggiore flessibilità

Le recenti dichiarazioni dell’Ad Antonio Filosa, che ha ribadito la centralità dello stabilimento di San Nicola di Melfi con l’arrivo dei nuovi modelli a partire dal lancio della Jeep Compass elettrica e ibrida, e quelle di Jean-Philippe Imparato, responsabile Enlarged Europe & European Brands di Stellantis, secondo cui gli obiettivi fissati dall’UE per il 2030 e il 2035 “non sono più raggiungibili”, aprono scenari di forte riflessione. A queste si aggiunge l’annuncio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha confermato per ottobre la riconvocazione del tavolo sull’automotive “per aggiornare sui dati relativi a Stellantis e alla filiera della componentistica”.

Così Gerardo Evangelista, segretario della Fim Cisl Basilicata che aggiung: “In questo contesto, dalla riunione odierna della Commissione Europea è emerso che le vendite di automobili nell’Unione sono in calo, l’occupazione nel settore continua a diminuire e i costruttori europei hanno chiesto maggiore flessibilità, soprattutto in relazione alla scadenza del 2035, anno in cui – secondo le decisioni già assunte dall’UE – non sarà più consentita la vendita di auto con motore a benzina o diesel. Un confronto che certamente avrà tenuto conto anche delle parole pronunciate nei giorni scorsi dalla presidente Ursula von der Leyen: “Qualunque cosa accada, il futuro è elettrico e l’Europa ne farà parte. Il futuro delle auto, e le auto del futuro, devono essere prodotte in Europa”. Un segnale importante per il settore.

Per Evangelista, è “positivo che si continui a sostenere con forza anche l’elettrico, come stiamo facendo anche in Basilicata. Serve però un giusto equilibrio che tenga insieme lavoro, occupazione e tutela dell’ambiente, perché in questo momento il prezzo più alto lo stanno pagando i lavoratori e le aziende dell’indotto di Melfi, in una transizione verso una mobilità verde e sostenibile. È fondamentale che l’Europa sviluppi una propria produzione di auto elettriche e non lasci questo primato esclusivamente alla Cina. In questo scenario, lo stabilimento Stellantis di Melfi può e deve fare la differenza”.

“Alla luce di dati poco incoraggianti, di scenari incerti e delle nuove possibili decisioni – continua – diventa sempre più urgente chiarire gli impegni del Piano Italia e le eventuali revisioni, a partire dal progetto dello stabilimento di Melfi”.

Come Fim Cisl Basilicata – sottolinea il segretario – ribadiamo che Melfi è il laboratorio delle auto elettriche e ibride. Oggi assistiamo a un rallentamento e a un ripensamento del processo di elettrificazione, ma confidiamo in una rimodulazione coerente con la realtà produttiva e di mercato: bisogna comunque andare avanti. Lo stabilimento di Melfi, infatti, ha tutte le potenzialità per gestire anche le nuove motorizzazioni che potranno affiancarsi ai modelli già programmati.

Abbiamo milioni di automobili ormai datate: serve una spinta concreta al rinnovo del parco circolante, con incentivi che permettano alle famiglie di acquistare nuove vetture a costi accessibili. Un piano di questo tipo favorirebbe il rilancio dell’industria nazionale, contribuendo alla riduzione dell’inquinamento. Parallelamente, i costi elevati dell’elettricità e dell’energia devono diminuire in modo significativo, perché incidono direttamente sull’attrattiva e sull’accessibilità della mobilità elettrica per i consumatori.

Tutto ciò significherebbe rafforzare la produzione e conquistare nuove quote di mercato. Intanto l’attenzione è rivolta alla nuova Jeep Compass elettrica e ibrida, il cui lancio ufficiale previsto a ottobre rappresenterà il primo vero passo per il rilancio dello stabilimento di Melfi – conclude Evangelista.