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Vito Bardi si affida ai santi, ma nemmeno loro sanno che fare per questa Basilicata ridotta male
Foto di repertorio

Amministra da sette anni e ancora non si è accorto che la cera si consuma e la processione non cammina

La laicità delle istituzioni è continuamente compromessa dalle sfilate di sindaci e presidenti con tanto di fascia tricolore e gonfaloni nelle processioni. Dovrebbero rappresentare tutti i cittadini, cattolici, protestanti, avventisti, buddisti, musulmani, eccetera. Ma tant’è. Le processioni sono diventate occasioni per passerelle e strette di mano dei politici. Un modo ipocrita per “stare in mezzo alla gente”.  Il presidente della Basilicata si lascia andare ogni volta alle prediche togliendo il mestiere ai pastori delle anime. Ecco alcuni esempi.

Oggi è la volta di san Gerardo Maiella che si festeggia a Muro Lucano, patrono della Basilicata: “La giornata di oggi rappresenta un’occasione preziosa per ritrovarci come popolo, per rafforzare il nostro senso di identità e per rinnovare un legame che va oltre i confini della fede, abbracciando la nostra cultura e le nostre tradizioni. Essere qui, a Muro Lucano, significa sentire la Basilicata unita attorno al suo patrono”.

Prima ancora la festa di san Rocco a Tolve: “Invito i partecipanti a lasciarsi coinvolgere dal calore della comunità di Tolve e dall’energia del santo, vedendo la giornata come un’opportunità per rinnovare la fede e guardare al futuro con fiducia”.

A maggio la festa di san Gerardo a Potenza: “Che San Gerardo continui a vegliare su Potenza e su tutta la nostra Basilicata, accompagnandoci con la sua benedizione verso giorni di speranza, sviluppo e prosperità”. L’Ayatollah Ali Khamenei avrebbe detto: “che Maometto continui a vegliare sul popolo iraniano”

La festa della Madonna della Bruna a Matera:  “Partecipare alla Messa dei Pastori all’alba è un’esperienza che ogni lucano dovrebbe vivere almeno una volta: è il simbolo della fede, del sacrificio e dell’attaccamento alla propria terra”.

E tra poco la festa della Madonna Nera di Viggiano, patrona della Basilicata, si celebra il ritorno della statua in paese dal Santuario la prima domenica di settembre.  Così si espresse Bardi in una delle ultime celebrazioni: “Le celebrazioni per la Madonna nera di Viggiano sono un momento di grande fede identitaria. Giovani e meno giovani, ancora una volta, commineranno insieme in onore della Madonna. Questa testimonianza di unione e di preghiera rappresenta lo spirito autentico del nostro popolo” E ancora: “Naturalmente alla base di tutto c’è un profondo significato spirituale e devozionale, con un legame sempre più forte tra la Basilicata e la sua Patrona, a cui si chiede di non far mancare mai la sua protezione e di illuminare il cammino di cittadini e istituzioni, chiamati a condividere l’orizzonte del bene comune”.  Non sono parole del vescovo, ma del presidente della Regione Basilicata. Ci sta, tutto legittimo e intimamente legato alla fede religiosa di Vito Bardi.

Ciò che invece “disturba” è il continuo appellarsi ai santi a cui il presidente affida futuro, speranza e prosperità del “popolo lucano”. Bardi amministra da 7 anni e ancora non si è accorto che nemmeno i santi sanno che fare in questa Basilicata ridotta davvero male. Non si è accorto che la speranza, il futuro e la prosperità della regione dipendono da chi governa. Non si è accorto che “La cera si consuma e la processione non cammina”.

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