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Caro Santo Patrono d’Italia, non lo riconosceresti più il nostro Bel Paese

I potenti, caro San Francesco, si esibiscono nelle celebrazioni, in prima fila, rifiutano il dialogo con i cittadini e non fanno propria la grandezza dei tuoi messaggi

Caro San Francesco,
in questo periodo storico sei di grande attualità, le tue riflessioni vengono citate da potenti e persone umili. Per gli 800 anni dal tuo abbraccio con “Sora Morte corporale” si stanno organizzando tanti eventi e, da l’anno prossimo, il 4 ottobre, sarà festa nazionale, dovresti esserne fiero, ma so che non è così. Tu non solo dicevi, ma trasformavi i tuoi pensieri in comportamenti di rispetto per il creato, mentre oggi, anche quelli che vengono ad Assisi a venerarti non hanno alcun riguardo per “Nostra Madre Terra, la quale ci sostenta e governa e produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba”.

La terra è distrutta dalle guerre, perché non si è dialogato come facesti tu con il Sultano, “frate Vento” è catturato e prigioniero dei profitti, mentre “messer Frate Sole” non riscalda più la terra, sepolta da pannelli che dovrebbero posarsi sui tetti e sulle aree marginali e “sora Acqua” si disperde come se non fosse “molto utile, umile, preziosa e casta”.

Caro Santo Patrono d’Italia, non lo riconosceresti più il nostro Bel Paese, potrebbe vivere delle sue bellezze, ma coloro che hanno il potere decisionale centrale e locale impiegano minuti per autorizzare la devastazione e non c’è denuncia o preghiera che li possa fermare, pensa che nel mio paese, dove pure sei onorato, hanno usato il tuo Santo nome per indicare una contrada che ha un altro toponimo pur di avere l’autorizzazione a seppellire Nostra Madre Terra. Noi lo abbiamo fatto notare a chi ha autorizzato che c’era un errore, una dichiarazione falsa, ma nessuno ha difeso la verità, come invece, hanno difeso i vari interessi.

I potenti, caro San Francesco, si esibiscono nelle celebrazioni, in prima fila, rifiutano il dialogo con i cittadini e non fanno propria la grandezza dei tuoi messaggi, essi continuano a distruggere la vita altrui quasi a non comprendere che da “sora Morte corporale nessun uomo vivente può scampare”. *Porzia Fidanza, attivista per l’ambiente e docente