Filt Cgil “da Presidente della Provincia di Potenza visione confusa e disorientante in tema di mobilità e infrastrutture”
“La proposta – preannunciata come soluzione innovativa all’interno dell’Osservatorio permanente della mobilità e finora mantenuta riservata – si è rivelata poco più che un progetto campanilistico, lontano dalle esigenze reali di sviluppo del territorio”
Luigi Ditella, segretario Filt Cgil Basilicata, replica al presidente della Provincia di Potenza sull’Alta Velocità. Di seguito il comunicato stampa.
Le recenti dichiarazioni del presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, in merito alla proposta di tracciato ferroviario per l’Alta Velocità, sollevano forti perplessità. Sembrerebbe che tali affermazioni siano state rilasciate in qualità di sindaco di Vietri di Potenza, e non nel suo ruolo istituzionale di presidente della Provincia: perché in quest’ultimo caso, sarebbe motivo di seria preoccupazione.
Ci troviamo di fronte a una visione confusa e disorientante in tema di mobilità e infrastrutture. La proposta – preannunciata come soluzione innovativa all’interno dell’Osservatorio permanente della mobilità e finora mantenuta riservata – si è rivelata poco più che un progetto campanilistico, lontano dalle esigenze reali di sviluppo del territorio. È ormai evidente che in Basilicata si discute molto di trasporti, ma si entra poco e male nel merito. Un presidente della Provincia ha il dovere di rappresentare e connettere l’intero territorio provinciale, e non solo il proprio comune di origine.
In tal senso, la bretella ferroviaria proposta dalla Filt Cgil e Cgil Basilicata – condivisa con la Filt Salerno e la Camera del Lavoro di Salerno – rappresentava una concreta opportunità per portare l’Alta Velocità nel centro di Potenza, capoluogo regionale e unico polo urbano con le caratteristiche necessarie a sostenere una fermata AV.
Pensare, invece, a una fermata in aperta campagna, nelle vicinanze di Romagnano o Vietri, significa rinunciare alla funzione stessa del trasporto ad alta velocità. Va inoltre ricordato che Romagnano non sarà una stazione, ma un semplice bivio tecnico tra due linee, privo delle caratteristiche infrastrutturali necessarie a gestire precedenze e incroci. Inserire fermate intermedie, nella tratta fra Buonabitacolo e Salerno, su una linea AV significherebbe al momento snaturare il modello stesso dell’Alta Velocità, che punta sull’efficienza e sui collegamenti diretti tra grandi centri urbani. Basti pensare che sulla linea AV Roma-Firenze, in oltre 300 km, non è presente alcuna fermata intermedia.
È fondamentale distinguere tra trasporto pubblico locale, garantito come servizio di interesse economico generale con obblighi, compensazioni e diritti di esclusiva, e trasporto AV, che opera secondo logiche di mercato aperte a tutti i player. Confondere questi due modelli – come fa il presidente Giordano – è profondamente fuorviante. Se si fosse prestata attenzione alla relazione tecnica presentata durante il convegno organizzato dalla Filt Cgil Basilicata nell’ottobre 2021, alla presenza del Segretario Nazionale Filt Cgil, dell’assessore regionale Merra e del segretario della Cgil Angelo Summa, si sarebbe compreso che l’unico tracciato AV realmente sostenibile è quello che attraversa Potenza, superando il tratto Romagnano-Tito, inadatto all’alta velocità a causa della forte pendenza.
Tale progetto garantirebbe alla Basilicata un ruolo strategico come cerniera tra Campania e Puglia, con collegamenti diretti tra i tre mari (Adriatico, Ionio e Tirreno) e i principali porti del Sud: Bari, Taranto, Salerno e Gioia Tauro. Inoltre, attraversando quattro aree industriali nel nostro territorio, il nuovo tracciato rafforzerebbe il ruolo logistico della regione, rilanciando il concetto di retroporto e favorendo l’attrazione di investimenti produttivi.
Infine, rivolgiamo un invito concreto al presidente Giordano: si concentri sulle competenze specifiche della Provincia, a partire dalla viabilità secondaria – spesso in condizioni critiche di sicurezza e percorribilità – e dal sistema delle fermate del trasporto extraurbano, su cui i cittadini attendono risposte da troppo tempo. Serve una visione ampia e strategica per la mobilità lucana. La Basilicata non può più permettersi proposte locali prive di respiro regionale.



