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Matera, nominati due nuovi assessori comunali
Comune di Matera (immagine di repertorio)

Draicchio e Casino nella squadra del sindaco Nicoletti tra le polemiche dell’opposizione

Il sindaco di Matera Antonio Nicoletti ha nominato Stefania Draicchio, 52enne nata a Paderno Dugnano, e Giuseppe Casino, 30enne nato a Matera nuovi assessori comunali, attribuendo loro le seguenti deleghe: Stefania Draicchio – politiche per la partecipazione civica, borghi e periferie, URP, servizi demografici, pari opportunità e politiche di genere; Giuseppe Casino – contenzioso, politiche giovanili, università, internazionalizzazione.

La nomina dei due nuovi assessori sta facendo molto discutere nell’opposizione. Per Angelo Raffaele Cotugno, consigliere comunale del Gruppo misto si stratta di “una campagna acquisti”.  Il sindaco -afferma il consigliere Cotugno-non ha tenuto conto della volontà popolare e grazie alla campagna acquisti ha “trovato” la maggioranza che gli consente di governare. Come è possibile passare da uno schieramento ad un altro senza che questo non sia rispettoso nei confronti dei cittadini, senza che questo non sia etico e morale? La risposta probabilmente al di là di roboanti dichiarazioni verso il bene comune e verso il bene della città, è tutta nelle vicende che riguardano l’occupazione di postazioni assessorili e di prebende elargite con buona pace di tutti, basti guardare alle ultime nomine che il sindaco ha effettuato. È necessario tornare tra la gente, ascoltare i loro bisogni, le loro necessità, non bisogna restare chiusi nelle segrete stanze dei partiti rispetto alle difficoltà di chi non si può curare, di chi non può mettere insieme il pranzo con la cena, di chi non ha un lavoro, non si possono e non si devono anteporre interessi di partito, peggio ancora nella maggior parte delle volte interessi personali. La strada imboccata dal nostro sindaco stante le ultime nomine assessorili (nulla da eccepire sulle persone) conduce non certo verso il bene comune, ma piuttosto verso una spartonzola che non potrà prima o poi che condurre in un vicolo cieco”.

Anche il consigliere del Movimento 5 Stelle, ed ex sindaco Domenico Bennardi, critica la scelta di Nicoletti. “La nomina degli assessori Stefania Draicchio e, soprattutto, Giuseppe Casino, -dice Bennardi-con decreto sindacale del 14 ottobre, completa una Giunta che nasce sotto il segno di un cinico opportunismo politico. Come capogruppo del Movimento 5 Stelle, non posso tacere di fronte a questa vergognosa operazione, che rappresenta la naturale e prevedibile conclusione di un progetto ipocrita e velleitario, costruito per escludere piuttosto che aggregare il centrosinistra materano. Eppure, nonostante fosse fin troppo chiaro di che porcheria si trattasse, in molti si sono fatti ammaliare da quella porcheria.

Il sindaco Antonio Nicoletti -aggiunge il consigliere comunale pentastellato-ha scelto di riempire le caselle di una maggioranza traballante non con la qualità o la competenza, ma con il frutto avvelenato di un mercimonio politico che discredita ogni ideale. Ed è proprio la nomina di Giuseppe Casino, fratello del consigliere Nicola Casino, a svelare la vera logica di questa maggioranza: Nicola Casino, eletto tra le fila dell’opposizione, aveva pubblicamente escluso che il suo passaggio al centrodestra fosse frutto di convenienze o accordi personali, dichiarando di agire solo “per il bene della città”. Oggi, il fratello siede in Giunta: la “trasparenza” e la “responsabilità” tanto sbandierate si rivelano per ciò che sono, una menzogna, parte di un copione già scritto che mortifica la dignità della politica.

Se il sindaco Nicoletti porta su di sé la colpa di aver accettato questa logica del baratto, una responsabilità ancora più grave pesa su coloro che hanno permesso che Matera finisse in questa palude. Mi riferisco, senza mezzi termini, agli allora vertici regionali e cittadini dei partiti del centrosinistra lucano, in particolare PD e PSI, che con le loro ambiguità, il mancato coraggio e la rinuncia a un’identità chiara, hanno consegnato la città al centrodestra. La corsa al “civismo” di ex segretari cittadini del PD, pronti a candidarsi dimenticando simboli, storia e radici, e il fallimento delle primarie civiche a cui partecipò, firmando un “patto di lealtà”, lo stesso consigliere che oggi vede il fratello assessore, sono solo tappe di un declino morale. Quante chiacchiere, quanta ipocrisia riversata sulla città in nome del “bene comune”, per poi assistere a affidamenti diretti sospetti e ad assessorati concessi come compensazioni familiari. Avete ucciso la politica. Vergognatevi. Non lamentiamoci poi della disaffezione, dell’astensionismo, del vuoto di fiducia: vanno a votare solo coloro che ognuno riesce a trascinare per interesse”.