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Postamat chiusi di notte in 44 comuni lucani, Morea (Azione) presenta una mozione

La mozione impegna la Giunta regionale ad aprire con urgenza un tavolo di confronto con Poste Italiane e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per arrivare alla revoca della sospensione notturna

«Spegnere i Postamat di notte non è la soluzione. La sicurezza non può essere garantita sacrificando il diritto dei cittadini all’accesso ai servizi essenziali». Così il consigliere regionale e capogruppo di Azione, Nicola Massimo Morea, commenta la mozione da lui presentata nel corso del Consiglio Regionale di ieri, volta a tutelare il diritto di accesso ai servizi postali e finanziari nelle aree interne della Basilicata e a chiedere la revisione della sospensione notturna dei Postamat.

La mozione impegna la Giunta regionale ad aprire con urgenza un tavolo di confronto con Poste Italiane e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per arrivare alla revoca della sospensione notturna e ripristinare la piena continuità del servizio.

«In 44 comuni lucani – spiega Morea – i Postamat restano inutilizzabili dalle 19:30 alle 8:30. Una misura che, seppur giustificata da esigenze di sicurezza patrimoniale, ha effetti devastanti soprattutto nei piccoli centri, dove gli uffici postali rappresentano spesso l’unico presidio economico e finanziario disponibile. Così si colpiscono anziani, lavoratori turnisti e persone con disabilità, e si alimenta quel senso di isolamento che già grava sulle nostre comunità interne».

«La sicurezza dei cittadini e la continuità dei servizi – aggiunge – devono andare di pari passo. È possibile garantire entrambe le cose, investendo in tecnologie e collaborazione istituzionale. Limitare l’operatività dei Postamat, invece, significa rinunciare a una parte di Stato nei territori che più ne avrebbero bisogno».

La mozione, oltre a richiedere un intervento immediato della Regione, sollecita anche il Governo nazionale a definire indirizzi vincolanti per le società a partecipazione pubblica, affinché le loro scelte gestionali rispettino i principi di equità territoriale e coesione sociale sanciti dalla Costituzione.

«Non possiamo accettare – conclude Morea – che la Basilicata venga privata di un servizio essenziale in nome della sicurezza. Le aree interne hanno diritto alla stessa dignità e agli stessi strumenti di vita economica e sociale del resto del Paese. È tempo che le istituzioni agiscano insieme, per garantire ai lucani servizi moderni, sicuri e accessibili in ogni momento».