Raccolta tartufi, “negato l’accesso agli atti delle procedure di esame per il rilascio del tesserino”
Il diniego all’Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana che si è rivolta anche al Difensore civico
Di seguito il comunicato stampa del presidente dell’Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana (AMSCIL)
L’Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana (AMSCIL) denuncia pubblicamente la grave, prolungata e contraddittoria condotta del Dipartimento Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata. Nonostante i ripetuti solleciti e l’intervento di autorevoli organi di garanzia, il Dipartimento continua a negare illegittimamente l’accesso a documenti cruciali riguardanti le procedure d’esame per il rilascio del tesserino per la raccolta dei tartufi, una vicenda che lede i principi fondamentali di trasparenza e corretta amministrazione.
La controversia ha origine il 12 giugno 2025, quando l’Ufficio Foreste e Tutela del Territorio ha deciso unilateralmente di modificare le modalità di esame, passando da un colloquio orale a test a risposta multipla. Questa decisione è stata presa senza consultare né convocare il Dott. Antonio Pagano, presidente dell’AMSCIL e membro di diritto della Commissione d’Esame, in palese violazione dei principi di collegialità. L’AMSCIL, che da oltre un decennio collabora con la Regione per garantire la serietà degli esami e la tutela del patrimonio tartufigeno lucano, si è vista improvvisamente esclusa da una scelta così rilevante.
A fronte di ciò, il presidente Pagano ha presentato una formale istanza di accesso agli atti per visionare i verbali e i documenti relativi alla modifica delle procedure. La richiesta è stata respinta dal Dirigente, Vittorio Restaino, con la motivazione di una presunta “mancanza di un interesse diretto, concreto e attuale”.
L’associazione ha quindi inoltrato un esposto al Difensore Civico della Regione Basilicata, Rocco Fuina. Quest’ultimo, con nota ufficiale del 16 settembre 2025, ha ritenuto “non condivisibile” il diniego, riconoscendo l’ “interesse diretto e qualificato” di Pagano e invitando la Direzione Generale a fornire celermente tutti gli atti richiesti. Parallelamente, anche il Ministero dell’agricoltura, pur dichiarandosi non competente nel merito, ha auspicato “una rapida risoluzione di tale problematica”.
In un recente incontro volto a trovare una soluzione, i rappresentanti dell’AMSCIL hanno esposto la situazione al nuovo dirigente, Capobianco. Durante il colloquio, pur concordando con le rimostranze dell’associazione e definendo la questione “facilmente risolvibile” e ingigantita inutilmente, Capobianco ha inspiegabilmente confermato il diniego all’accesso agli atti. In modo sconcertante, ha affermato che la posizione amministrativa di diniego rimane e che, per ottenere la documentazione, l’associazione avrebbe dovuto rivolgersi alla giustizia amministrativa o alla Procura. Ha inoltre dichiarato di voler attendere la decisione del Difensore Civico (all’epoca non ancora pervenuta), alla quale però, ad oggi, non ha dato alcun seguito.
“È insopportabile e ingiustificabile. Ci troviamo di fronte a un muro di gomma. Da un lato, i dirigenti ammettono, anche se informalmente, la fondatezza delle nostre ragioni, dall’altro confermano decisioni illegittime e ci invitano ad avviare un contenzioso legale. Questo comportamento non solo ignora le istanze di un’associazione che da anni si spende per il territorio, ma calpesta anche le indicazioni di un organo di garanzia come il Difensore Civico. È un paradosso che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Facciamo appello al Presidente della Regione, Vito Bardi. Da un ex generale della Guardia di Finanza ci aspettiamo un’intransigenza assoluta verso chi opera al di fuori delle norme. Da un conterraneo di Filiano, ci aspettiamo un’attenzione particolare per le istanze che nascono da quel territorio. Presidente, la sua amministrazione sta calpestando la legge e la buona fede di chi vuole solo collaborare. Non può esserci orgoglio lucano dove regna l’opacità amministrativa. A lei il dovere di intervenire.
L’AMSCIL andrà fino in fondo. La nostra è una battaglia per il diritto e per il rispetto delle regole, contro un’amministrazione che sembra averle dimenticate. Useremo ogni strumento a nostra disposizione per ricordare che nessuno è al di sopra della legge.”


