Smart Paper: la sede di lavoro sarà a Matera
Brutte notizie dall’incontro di Roma per i 340 lavoratori di Sant’Angelo le Fratte e Tito
Si è tenuto questa mattina a Roma, nella sede di Unindustria, l’atteso incontro sulla procedura di cambio d’appalto che coinvolge circa 340 lavoratrici e lavoratori della Smartpaper. Il nuovo Raggruppamento di imprese ha indicato Matera come unica sede di lavoro in Basilicata. Quasi scontata dunque la chiusura delle sedi di Sant’Angelo Le Fratte e Tito, in provincia di Potenza. respinte così le proposte avanzate dai sindacati che hanno chiesto di mantenere la propria sede occupazionale di riferimento a Potenza e/o nell’area industriale circostante.
Dopo l’incontro a Roma, intervengono Fim, Fiom, Fismic e Uilm che il 13 e 14 ottobre avevano proclamato uno sciopero di quattro ore su ogni turno. Indecenti e totalmente inaccettabili, per i sindacti, le proposte avanzate dal raggruppamento di imprese DataContact e Accenture subentrate dopo il cambio di appalto della commessa Enel. L’Rti, -dicono Fim, Fiom, Fismic e Uilm-ancora una volta, ha dimostrato di non voler condividere con le organizzazioni sindacali un percorso partecipato e responsabile.
Sono emerse inoltre gravi criticità sui perimetri occupazionali, poiché l’RTI sta verificando se circa 80 lavoratori su 340 possano essere inclusi nella procedura di cambio d’appalto, sostenendo che non avrebbero svolto attività continuativa ed esclusiva. Su questo punto sono ancora in corso verifiche.
Ancora più grave è la posizione di DataContact e Accenture sul piano economico e contrattuale: l’intenzione di riconoscere ai lavoratori solo il salario acquisito a febbraio 2025, senza tenere conto degli aumenti del CCNL e degli accordi di secondo livello , rappresenta una proposta irricevibile e offensiva per chi, in questi anni, ha garantito continuità, professionalità e competenza.
Fim Fiom Uilm Fismic hanno ribadito con forza le priorità dei lavoratori: mantenere il posto di lavoro sul proprio territorio; salvaguardare il salario e gli istituti contrattuali acquisiti; tutelare l’intero perimetro occupazionale.
Al termine dell’incontro è stata coinvolta la Regione Basilicata, che ha convocato un nuovo tavolo per il 23 ottobre, al quale dovranno essere presenti Enel, dataContact e Accenture e Smartpaper.
In quella sede -insistono i sindacati-sarà fondamentale che Enel, in qualità di stazione appaltante, faccia finalmente la propria parte. Non può limitarsi ad assistere, ma deve essere parte attiva e responsabile di questo percorso, affinché vengano rispettati integralmente gli impegni occupazionali e salariali assunti nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori oggi coinvolti nella procedura di cambio d’appalto. Enel deve garantire la piena tutela dei livelli occupazionali, economici e territoriali.
Chi affida un appalto ha il dovere di vigilare e intervenire quando vengono messi in discussione diritti, dignità e futuro di centinaia di famiglie lucane. Pretendiamo risposte chiare e impegni concreti per la salvaguardia del lavoro e dei salari. Non accetteremo nessun baratto, né il gioco delle tre carte: il lavoro in Basilicata non si svende, si difende”.


