Stellantis, Melfi: “Filosa? E chi l’ha visto, qui si fatica da cani”
Così l’operaio del Montaggio che ieri neanche ha potuto alzare lo sguardo dalla linea per incontrare quello del ‘grande capo’. “Lavoriamo per tre, anche per chi si è licenziato o è andato in trasferta”
“Veramente dove sto io non lo abbiamo proprio visto”. La realtà vista dalla catena di montaggio è diversa rispetto a quella costruita dai media. Agli annunci robanti fa quindi da contraltare il principio di realtà. Ieri a Melfi è arrivato il nuovo CEO di Stellantis, Antonio Filosa, e fonti sindacali hanno precisato che il nuovo amministratore delegato “italiano” si è soffermato in fabbrica, a San Nicola di Melfi, per 6 ore. L’annuncio, di nuovi 3 modelli che saranno prodotti a breve, (oltre a alla ds 8 solo elettrica), ha tenuto banco per tutta la giornata, dopo che se ne era discusso coi sindacati nazionali già a Torino, il giorno 20. Ds7, Compass e Lancia Gamma saranno i nuovi cavalli di battaglia del futuro, a Melfi. La Compass già a breve, il resto a partire dal 2026. Questi gli annunci, non solo elettrico, quindi, ma anche 3 ibridi. Ed è ciò che in parte già si sapeva. Ma ora torniamo al principio di realtà.
“Dove lavoro io Filosa non l’abbiamo proprio visto”, ci confida un operaio del Montaggio durante una breve e rarissima pausa che gli viene concessa sul lavoro. Non solo. “Non ne abbiamo neanche avuto il tempo di parlarne”, ci confessa a caldo la fonte, che in questa settimana fatica come sempre in ìn “prima linea”, a testa bassa. Ha quindi poco tempo per dedicarsi alle pubbliche relazioni. Talmente faticoso e complicato reggere i ritmi che neanche si ha il tempo di scrollare anche solo una volta news e annunci sul cellulare. “Il fatto è che qui si lavora da cani, più passano le settimane e più colleghi se ne vanno, chi in trasferta, chi perchè ha accettato l’incentivo all’esodo”. Uno svuotamento che in 4 anni (cioè dalla fusione in Stelantis) ha visto passare le maestranze da 7200 a 4000 o poco più, nella fabbrica integrata lucana.
“A me pare di sgobbare per tre – taglia corto l’operaio del Montaggio – lavoro sia per chi se ne è andato, sia per chi sta in Cassa integrazione, solo questo posso dirvi”. E poi sul rilancio futuro, su nuovi modelli e Piano Italia, mette le mani avanti. “Io so che ora stanno passando le ultime Renegade e che a brevissimo finiremo anche di realizzare la 500 x che facevamo per il mercato nordafricano”.
Nel piatto ad oggi c’è questo, per chi lavora sulla linea. Del ceo Filosa, del tam tam mediatico, sulla linea pare essere arrivato solo uno spiffero leggero, impalpabile. Invisibile agli occhi come lo sguardo del ‘grande capo’ che in tanti qui non hanno incontrato, neanche solo da lontano, con un simbolico cenno della mano. Questione di prospettive, certo. Ma tutto il clamore con cui era stato salutato l’arrivo del nuovo amministratore delegato, pare più una costruzione mediatica condita da ottimismo di maniera, che uno stato sperimentato dalle maestranze affaticate in prima linea. “Filosa? Dove lavoro io non si è visto” è il sentiment che ha accomunato molti operai, ieri mattina, “giù” a San Nicola di Melfi. E’ mercoledi. A chi è sulla linea e macina pezzi e bulloni da infilare a velocità siderale, preoccupa molto di più la fatica, il dolore muscolare da sopportare fino a venerdì, ultimo giorno “lavorato” della settimana. Ma non erano i carichi di lavoro imposti agli ‘invisibili’, evidentemente, i temi all’ordine del giorno. Neanche questa volta. Le luci della ribalta erano altrove.


