Affidopoli lucana. Vito Bardi e la d-istruttoria interna sugli affidamenti contestati
La stampa, le opposizioni, i sindacati devono accontentarsi di risposte vaghe e confuse
Ieri, 10 ottobre, la Regione finalmente risponde a tutti coloro che avevano chiesto chiarimenti sulla vicenda degli affidamenti ad associazioni fantasma emersa da un’inchiesta del Quotidiano del Sud-L’Altravoce. Vito Bardi in prima battuta aveva annunciato un’istruttoria interna per verificare l’accaduto. Le risultanze di questa istruttoria il presidente le “rende note”, si fa per dire, attraverso un comunicato stampa. Prima sintesi: “mi dite che il vino non è buono? Verifico e vi faccio sapere”. In pratica le verifiche sul suo vino le fa l’oste il quale non può che rispondere “tutto bene”. Il lettore dovrebbe leggere quel comunicato confuso per capire di che stiamo parlando (Clicca qui).
Intanto, Bardi porta in premessa un esempio di correttezza amministrativa che al contrario presenta molti dubbi di merito e di procedura: la recente campagna promozionale “Digitale Facile” che nasconde un altro pasticcio. Detto questo si aggrappa alle formalità delle procedure seguite in relazione agli affidamenti contestati nell’inchiesta del Quotidiano. E subito dopo passa la “patata bollente” ai singoli enti, affinché chiariscano loro con ulteriori verifiche: “Si tratta, naturalmente, di approfondimenti rimessi esclusivamente alla competenza gestionale dei Dirigenti responsabili”. Quindi Arpab, Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, Acquedotto lucano e Parco nazionale dell’Appennino Lucano dovranno fornire ulteriori chiarimenti. Bardi scarica ogni responsabilità e nello stesso tempo rilancia con la propaganda: “La Regione Basilicata è impegnata a garantire la legalità e la trasparenza in ogni suo atto, a beneficio esclusivo della comunità lucana.” Evidentemente questo impegno fa acqua da qualche parte.
Gli autori del comunicato credono che i lucani abbiano l’anello al naso. E’ possibile dire, come fa chi ha scritto il comunicato, che in quegli affidamenti ci sia stata una “corretta applicazione delle procedure”? Forse perché le procedure non prevedono che i responsabili si facciano delle domande? Forse perché le procedure non prevedono la verifica a monte delle certificazioni? Forse perché le procedure prevedono il pagamento anticipato di una quota del prezzo, senza le dovute verifiche preliminari? Forse perché le procedure non prevedono affidamenti alternativi ad associazioni con rappresentanti legali fantasma? Forse perché le procedure prevedono pagamenti su conti esteri senza alcuna verifica? Sarebbe interessante sapere chi ha scritto o chi ha dettato quel comunicato.
Ad ogni modo, questa è l’ennesima dimostrazione di come la forma e la sostanza, vale a dire la legalità formale e la giustizia sostanziale abitano lontane le une dalle altre. L’unica forma che ci piace è quella di formaggio, il resto ha un cattivo odore.













