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Basta Governo delle minoranze

Ancora una elezione che vede protagonista il partito dell’astensione. E i partiti esultano e cantano vittoria

Ancora una elezione che vede protagonista il partito dell’astensione. E i partiti esultano e cantano vittoria. Ma cosa hanno da esultare? Forse non ci si rende conto che siamo alla fine della democrazia? Ma a lor signori va bene questo sistema che porta al governo sempre più le minoranze degli elettori. Ha sempre più ragione lo scrittore Carlo Galli con il suo volume “Democrazia ultimo atto?”

L’attuale politica si è assunta la responsabilità di chiudere le sezioni (luoghi di discussione e di dibattito) decidendo le sorti del Paese fra pochi intimi e prefigurando gli scenari futuri. Ecco perché nasce l’astensione e il rigetto al voto. Ormai nessuno più sceglie gli amministratori ma è tutto determinato a tavolino. Le Leggi elettorali del Governo del Paese sono state dichiarate incostituzionali perché non è determinato il quorum per prendere il premio di maggioranza. E che dire poi delle elezioni Comunali e Regionali che ogni regione si taglia un abito su misura ed ormai vengono governate da strette minoranze?

Le ultime elezioni regionali sono la conferma di tutto questo. Ormai solo 4 elettori su 10 si recano alle urne quindi si vincono le elezioni con il 60% del 40% dei votanti. Ergo se già il 40% dei votanti non rappresenta la maggioranza a maggior ragione le percentuali che restano rappresentano le minoranze. Quindi cosa c’è da esultare e come mai la stampa parla di vittoria di alcune forze o partiti? Ma la Costituzione, che tutti affermano essere la più bella del mondo, che fine ha fatto? E che fine fa la nostra democrazia?

Eppure viene avanti ancora una volta la proposta di una riforma elettorale, della serie “rifacciamoci un vestito per vincere”. Insomma, il popolo non “concorre” più alla “determinazione della politica nazionale”, mentre le “elezioni” divengono un vero e proprio “ludo cartaceo”(Paolo Maddalena).
Molti cittadini dicono basta a queste leggi elettorali che non ci portano da nessuna parte e chiedono alle forze politiche che si riformino le leggi elettorali con uno spirito veramente proporzionale in modo che tutte le forze in campo rappresentino la realtà del Paese.
I Partiti riaprano le sezioni e tutti i luoghi di discussione e confronto che vedano protagonisti i cittadini e tutti gli elettori. Basta con decisioni calate dall’alto, i candidati siano veramente decisi dai dibattiti democratici interni alle forze politiche. *Francesco Castelgrande, cittadino