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Bonus gas: “Bardi ci ha solo preso in giro”

La parola a un nostro lettore che mostra il “conguaglio di 430 euro” da versare a Enel. “Vogliono i soldi indietro senza neanche un resoconto, come possiamo fidarci. Siamo indignati”

Lo ricorderanno in molti lo spot promozionale passato in diverse tv e testate nazionali, in cui il presidente della Regione Vito Bardi invitava a venire a vivere in Basilicata perchè qui “il gas è gratis”. Una campagna a spot, in fase pre elettorale, che non sappiamo se e in che misura possa aver inciso sulla sua stessa riaffermazione in Lucania. Fatto sta che oggi, in soldoni, tra i tanti lucani che credettero a quella promessa, si alza una levata di scudi. Una protesta che sale sempre più e in modo direttamente proporzionale all’arrivo dei nuovi conguagli in bolletta.

A contattarci, nelle ultime ore, dal Vulture Melfese, è Pasquale, che ci gira la richiesta di conguaglio che gli è giunta proprio qualche giorno fa. Sull’erogazione del “bonus gas” ricevuto tra 2022 e 2023, nella recente bolletta di Enel, ora si chiede la restituzione di 430 euro sugli 845 ricevuti in precedenza, praticamente la metà. Ne verrebbe in mente un’altra, di pubblicità, degli anni ’80. Il pensiero va infatti ai famigerati fustini di detersivo: ‘Prendi due fustini invece di uno? No, mi tengo il mio Dash”.

Ma al di là dei possibili meme ironici, è nel merito e nel metodo, che Pasquale proprio non ci sta. “In questo modo Bardi e chi per lui ha gestito la vicenda, ci ha solo preso per i fondelli”, affonda il colpo. E spiega anche il perché: “Trasparenza e fiducia vorrebbero che oltre a chiedermi il conguaglio, tu società mi faccia anche un resoconto, e mi dica perchè, sulla base delle bollette di quei due anni, ti devo restituire quella somma. Qualcuno, cioè chi ha voluto quella misura, dovrebbe imporre loro di farlo”. Tutto sommato, aggiunge Pasquale, “a me è andata anche bene, c’è chi deve restituire 1000 euro, se non di più: è una situazione che però e per principio non si può accettare e che non fa per niente ridere”. E ancora. “Devi sopportare obtorto collo di restituire una cifra senza sapere alcun dettaglio, devi fidarti come se fosse Vangelo, siamo indignati”.

E in effetti nell’ultimo mese l’indignazione sta salendo alle stelle. E non si esclude un’iniziativa di “class action” per fare chiarezza e giustizia su una misura spot tanto allettante allora, quanto ‘salata’ oggi. Nonostante i gestori propongano di spalmare il conguaglio fino a 18 rate, è la sensazione di essere stati presi “in giro” a farla da padrona, in queste ultime settimane, in Basilicata. E’ come un retrogusto amaro. Oltretutto, per la cronaca, la famosa molecola “gratis” promessa ai lucani qualche anno fa dal presidente Bardi, proveniva da fondi di compensazione (le famose royalties) versati dalle Compagnie petrolifre che estraggono in Basilicata. Ma questa è un’altra storia e rende bene il senso di come oro nero ed estrazioni, in questa regione, abbiano portato decenni di dolori, inquinamento, inganni, emigrazione, inchieste. E tasche sempre più vuote.