Crisi idrica: i sindaci del Vulture Alto Bradano chiedono dichiarazione dello stato d’emergenza
La richiesta a Bardi dei primi cittadini Atella, Barile, Filiano, Ginestra, Lavello, Melfi, Rionero in Vulture, Ripacandida e Venosa “al fine di revenire l’aggravarsi dello scenario emergenziale già in atto”
I sindaci, Giuseppe Telesca di Atella, Antonio Murano di Barile, Francesco Santoro di Filiano, Fiorella Pompa di Ginestra, Pasquale Carnevale di Lavello, Giuseppe Maglione di Melfi, Mario Di Nitto di Rionero in Vulture, Michele Donato Chiarito di Ripacandida e Francesco Mollica di Venosa chiedono la dichiarazione di emergenza idrica.
In una nota inviata al presidente della Giunta Regionale Vito Bardi, alla Protezione civile e a Acquedotto Lucano i primi cittadini scrivono: “Preso atto delle interruzioni disposte da Acquedotto Lucano per le correnti e future settimane; considerato che la disposta riduzione dell’erogazione idrica sta già interessando un importante numero di cittadini e comunità, con conseguente forte e diffusa preoccupazione per lo scenario attuale
e futuro; considerato, inoltre, che la perdurante assenza di precipitazioni significative, unitamente alla comunicazione di Acquedotto Pugliese in merito alla richiesta di riduzioni della portata sinora fissata in 60 l/s, evidenzia una condizione di estrema vulnerabilità idrica e potenziale aggravamento nelle prossime settimane e mesi; al fine di prevenire l’aggravarsi dello scenario emergenziale già in atto, con quanto ne consegue in
termini sanitari, sociali ed economici, chiediamo, con il senso di responsabilità istituzionale che ci compete: la valutazione immediata da parte degli organi competenti dell’attivazione dello stato di emergenza regionale o interregionale; l’attivazione urgente di procedure straordinarie per la realizzazione di nuovi pozzi, captazioni supplementari e interventi di emungimento, con procedure accelerate, ove applicabili; la programmazione congiunta di soluzioni tecniche strutturali e non solo emergenziali, anche attraverso task-force con tecnici regionali, Protezione Civile e gestori idrici”.
Nella richiesta i sindaci dichiarano inoltre di essere “disponibili sin d’ora disponibili a partecipare a un eventuale tavolo tecnico istituzionale per le valutazioni del caso e l’adozione delle più opportune misure”.


