Il Consorzio di Bonifica della Basilicata? E’ da “bonificare”
Storia dell’ennesimo invito ai giovani ad abbandonare la regione e a mai più tornare
C’è sempre una ragione tecnica, burocratica, normativa a giustificare una pratica eticamente ambigua e, a volte sul filo della legalità, nell’assegnazione di appalti, nell’affidamento di servizi e nelle assunzioni a “chi mi pare”. Abbiamo più volte scritto che amministratori pubblici usano la legge per compiere atti che, seppure legali sono assolutamente ingiusti. Ebbene, l’ultimo esempio di questa pratica “legale-ingiusta” riguarda l’assunzione diretta e discrezionale di 18 ex interinali al Consorzio Unico di Bonifica della Basilicata. Alcuni diranno “non è una novità” e noi siamo costretti a rispondere come il solito: “se non è una novità, tu dov’eri quando hai saputo di altre circostanze simili e sei rimasto in silenzio?” Ma torniamo al fatto.
Il Cda del Consorzio, presieduto da Giuseppe Musacchio, il 23 ottobre 2025 affida all’agenzia “Randstad Italia S.p.a., con sede legale a Milano”, il servizio di somministrazione a tempo determinato di tre figure professionali per il periodo 29 ottobre-15 novembre 2025. Si tratta di 6 operai generici, due operai specializzati/saldatori, 5 operaio escavatorista/elettromeccanico. Nella stessa data, 23 ottobre, con un’altra delibera affida, sempre direttamente, alla “ditta Manpower S.r.l. con sede legale in Milano”, l’incarico per la somministrazione a tempo determinato di 4 impiegati d’ordine per il periodo dal 1° novembre al 14 novembre 2025. Naturalmente, le due agenzie hanno filiali a Potenza, quindi non lasciatevi impressionare dalla sede legale a Milano.
Nella stessa data, 23 ottobre, con un’altra delibera si dispone “l’assunzione diretta di n. 13 operai e di n. 5 impiegati esecutivi con contratto a tempo pieno e indeterminato a tutele crescenti nell’organico del Consorzio di Bonifica della Basilicata” a far data dal 17 novembre 2025. Chi sono i fortunati? 13 tra operai generici e specializzati e 5 impiegati, uno in più di quelli assegnati dall’interinale.
Le motivazioni sono formalmente ineccepibili. Pensionamento di personale in servizio che dapprima ha costretto a reclutare temporaneamente una serie di figure professioni mediante ricorso ad Agenzie interinale per rimpiazzare i posti vacanti. Poi si spiega:
“CONSIDERATO che la grave crisi idrica che sta interessando ormai da anni l’intera Regione sta impegnando il Consorzio in attività emergenziali per assicurare il servizio irriguo e che tali attività necessitano di adeguate e qualificate maestranze;
CONSIDERATO che l’interruzione della prestazione ora svolta dai lavoratori interinali si ripercuoterebbe necessariamente sulla qualità del servizio irriguo;
CONSIDERATO quindi che per il Consorzio è ormai indispensabile disporre di tali figure e che risulta più vantaggioso economicamente internalizzare il personale piuttosto che ricorrere alla somministrazione attraverso le Agenzie interinali;
CONSIDERATO CHE tali figure, preventivamente selezionate da 2 distinte Agenzie interinali e assunte dalle stesse con contratti a tempo determinato con decorrenza 26 marzo 2025 e 1° aprile 2025, si sono particolarmente distinte, nello svolgimento delle rispettive mansioni all’interno della Struttura Consortile, per abnegazione, attitudini ed abilità lavorative;
… si ritiene utile ed opportuno procedere all’assunzione diretta e in pianta stabile nell’organico dell’Ente delle unità lavorative già selezionate e assunte nell’anno corrente dalle Agenzie interinali…
Con tre delibere in un solo giorno hanno creato un percorso abbastanza opaco, facendo emergere anche l’uso strumentale delle emergenze. Queste assunzioni di cui non spetta a noi stabilirne l’urgenza e la necessità costeranno oltre 1,2 milioni di euro all’anno. Per carità, si tratta sempre di posti di lavoro in una regione in cui la crisi dell’occupazione è drammatica. Tuttavia, la discrezionalità nella scelta, l’assenza di un Avviso pubblico per una selezione basata su criteri oggettivi, non ci pare una pratica corretta, seppure consentita. Perché consentita?
“I Consorzi di Bonifica, pur essendo espressamente definiti dalla legge persone giuridiche pubbliche non rientrano nella nozione di pubblica amministrazione; il vigente Statuto del Consorzio di Bonifica della Basilicata nulla dispone in materia di assunzione del personale; i rapporti intercorrenti tra i Consorzi di Bonifica e i loro dipendenti sono pertanto rapporti di lavoro privati…”
Però, c’è un però. L’art. 38, comma 1, del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per i dipendenti dei Consorzi di Bonifica e di Miglioramento Fondiario stabilisce che i dipendenti dei Consorzi di bonifica e degli enti consortili similari di diritto pubblico sono assunti per chiamata o per concorso.
Il nostro Giuseppe Musacchio ha optato per la prima ipotesi: chiamata diretta. Una pratica che spesso, da queste parti, consente a chi ha il potere decisionale di assumere amici, amici degli amici, amici del politico di riferimento. Il solito gioco delle tre carte sulla distinzione tra essere un soggetto giuridico pubblico, quando conviene, o privato, quando conviene, non incanta più nessuno. Il Consorzio di Bonifica sopravvive grazie al foraggiamento di risorse pubbliche regionali. Punto. Rimane il fatto che la scelta discrezionale di optare per la chiamata diretta anziché per un concorso pubblico è l’ennesimo invito a tanti giovani a lasciare questa terra ed è un’offesa all’intelligenza di chi vorrebbe restare.



