La verità ha il passo lento, ma arriva
Non ci siamo fatti intimidire nemmeno dagli ‘ndranghetisti e dai loro messaggeri, figuriamoci se ci lasciamo intimorire da gente che nasconde la faccia dietro l’anonimato
Sulle menzogne, calunnie e insulti con scopo intimidatorio che circolano in questi giorni, in forma anonima, su un foglio in pdf, i lettori ci esortano a reagire. E’ stato fatto girare ad arte sui social un frammento di video risalente a circa 10 anni fa, accompagnato da didascalie e descrizioni completamente false. Non siamo mai stati al gioco delle vassaiate di piazza finalizzate a distogliere l’attenzione dai contenuti e dal merito delle nostre inchieste e dei nostri articoli su cui ci abbiamo sempre messo la firma e la faccia. Il fango usato per screditare la nostra credibilità da 14 anni lo usiamo come concime per coltivare la ricerca della verità. La nostra storia editoriale e giornalistica parla da sola, certo scomoda, certo piena di nemici.
Lasciatemi esprimere un sentimento di tristezza nel leggere commenti calunniosi sui social da parte di cittadini disarmati, incapaci di farsi domande e incapaci di capire che cosa sta succedendo in questa regione. Si espongono a querele senza rendersene conto. Ma noi, li rassicuriamo, non quereliamo coloro che cadono nella trappola della narrazione tossica di faccendieri senza volto. Ho già scritto che c’è una parte dell’opinione pubblica – si fa per dire – che si beve qualunque ciofeca compaia sugli smartphone. Io di loro ho compassione.
Detto questo, abbiamo il dovere di chiarire con i cittadini che lo vorranno. Perciò risponderemo a loro, a chi sente il dovere di fare e farsi domande. A chi sa usare la curiosità con intelligenza. Da oggi, ogni giorno dedicheremo tempo e spazio a chiunque vorrà capire: mostreremo i video originali, le carte processuali, i fatti accaduti in questi lunghi anni, documenti alla mano. Parleremo di un processo, ormai chiuso senza colpevoli, durato 10 anni. Non ci sarà bisogno di annunciarsi, chiunque lo vorrà, potrà recarsi in redazione a un’ora qualunque, dalle 10 alle 17, dal lunedì al venerdì, per confrontarsi con noi sulla vicenda. L’invito è rivolto anche agli anonimi calunniatori, siamo qui, vi daremo tutti i documenti che chiederete, non abbiate timore. Ed è esteso anche a coloro che commentano a vanvera senza conoscere i fatti, cioè i bevitori di ciofeca.
Intanto, ringrazio tutti coloro che, in questi giorni, e ancora stamane, hanno mostrato solidarietà nei miei confronti e nei confronti del giornale. Mi dispiace per l’Associazione Libera fatta oggetto di ingiustificati attacchi anonimi per avermi onorato, coraggiosamente, di un premio prestigioso. A loro esprimo insieme a tutta la redazione la più affettuosa solidarietà. Esistono in questa regione, per fortuna, persone, associazioni, cittadini attivi, giornalisti che contrastano a petto nudo e con ogni mezzo lecito la cultura della mafiosità in piena espansione. E’ questo che fa inquietare tutti coloro che su quella cultura accumulano potere e ricchezze facendosi beffa dell’interesse generale e della giustizia. A questi non ci resta altro che ripetere ciò che abbiamo già scritto: continuate pure a raccontare menzogne su di noi, noi continueremo a raccontare la verità su di voi. Non ci siamo fatti intimidire nemmeno dagli ‘ndranghetisti e dai loro messaggeri, figuriamoci se ci lasciamo intimorire da gente che nasconde la faccia dietro l’anonimato. Da oggi in poi, ci scuserete, non risponderemo più agli anonimi, agli pseudonimi, a chi non ha il coraggio di assumersi le responsabilità delle proprie affermazioni. Non abbiamo tempo da perdere.


