L’Ad di Stellantis loda la Francia: “Prima fonte di profitto in Europa”
Antonio Filosa rassicura i sindacati transalpini, e al Green campus di Poissy annuncia “1400 assunzioni nel 2026”, dopo altre “1200” già fatte nel 2025. E in Italia?
Dovevano servire a gettare benzina sul fuoco, le parole del nuovo Ceo di Stellantis (Antonio Filosa) ospite nei giorni scorsi al Green Campus di Poissy. Già, perchè da diverse settimane i sindacati francesi di categoria erano diventati sempre più sospettosi nei confronti del nuovo ‘capo’, reo ai loro occhi di aver spostato il baricentro del Gruppo tra Stati Uniti e Italia, e più nello specifico tra Detroit e Torino. E così Filosa non ha perso tempo, spegnendo sul nascere ogni polemica, ha fatto capire che gli investimenti del Gruppo verso ‘Parigi’ sono stati di “3 miliardi” negli ultimi anni per la transizione energetica e “2 miliardi’ per la produzione, solo nel 2025.
Nel complesso, e per la cronaca, sono 12 gli stabilimenti francesi che fanno capo a Stelantis, e 39 mila, ad oggi, i dipendenti. Il saldo, al netto di pensionamenti e fuoriuscite, sarà leggermente positivo nel prossimo anno proprio per l’annuncio di nuove “1400 assunzioni”, tra operai specializzati e impiegati. Ai nuovi che entreranno, inoltre, si sommano le 1200 unità già assunte nel 2025. Per comprendere le differenze con l’Italia, basti pensare alle migliaia di incentivi all’esodo concessi negli ultimi anni a ‘casa nostra’ per mandar via operai e colletti bianchi. Incentivi, anzi “licenziamenti su base volontaria” che hanno di fatto falcidiato la forza lavoro, a cui fa da contraltare la promessa, nell’incontro torinese del 20 ottobre scorso coi sindacati, di “400” nuove assunzioni a Mirafiori per il lancio della 500 elettrica. Nulla, ad esempio, sulla nuova Compass, che è stata lanciata ufficialmente la scorsa settimana a Melfi. Quindi decisamente poco, in Italia, eccezion fatta per l’annuncio di “2 miliardi” di Piano Italia il prossimo anno e “6 miliardi”, sempre dal 2026, per far rifiatare la Componentistica (e forse quindi l’Indotto) made in Italy. Ma sono numeri e aspettative ancora tutti da verificare, nel Belpaese.
Nel frattempo, però, per tenere buoni i sindacati e l’opinione pubblica francese, Filosa ha tessuto le lodi al comparto d’Oltralpe, affermando che “la Francia rappresenta la prima fonte di profitto europeo per il Gruppo e la seconda a livello globale”, dopo gli Stati uniti, quindi, e decisamente prima dell’Italia. La Francia, ha inoltre aggiunto il Ceo di Stellantis, “resta centrale per il successo del Gruppo e della Regione europea allargata”. Nuove assunzioni tra i transalpini, in sintesi, e in Italia, invece, soprattutto Cassa integrazione, oltre che un Indotto ridotto letteralmente ‘a pezzi’. Non consolerà affatto, quindi, il contentino delle “400 nuove assunzioni” a Mirafiori. Un po’ pochino, sulla bilancia nazionale. Ma in Francia, si sa, come negli Stati Uniti, le ‘sigle’ di categoria hanno un peso maggiore. E sanno come farlo valere.


