Nasce “Multi-Crisis Lab”: gruppo scientifico su crisi idrica e sicurezza degli invasi in Basilicata e Puglia
L’obiettivo è analizzare in modo integrato gli effetti combinati di siccità, crisi nivali, vulnerabilità sismica e criticità infrastrutturali sugli invasi lucani e pugliesi
Di fronte all’escalation della crisi idrica che sta colpendo la Basilicata e gran parte dell’Italia Meridionale, prende forma un gruppo di lavoro scientifico multidisciplinare dedicato allo studio dell’affidabilità delle risorse idriche naturali e delle infrastrutture di invaso in condizioni di multi-rischio.
Il gruppo Multi-Crisis Lab, coordinato da Marco Faggella (FEUP Construct, Università di Porto), raccoglie l’interesse di enti di ricerca nazionali e internazionali — tra cui Oregon State University, CNR-IMAA, Fondazione CIMA, NED University of Engineering and Technology, Centro Funzionale Decentrato Basilicata e diversi esperti del settore idrogeologico e della pianificazione del rischio. L’obiettivo è analizzare in modo integrato gli effetti combinati di siccità, crisi nivali, vulnerabilità sismica e criticità infrastrutturali sugli invasi lucani e pugliesi.
L’iniziativa nasce a seguito dei recenti episodi di carenza idrica registrati tra il 2023 e il 2025, con particolare riferimento al caso del bacino del Camastra, divenuto un esempio emblematico di come fattori climatici, tecnici e normativi possano interagire fino a compromettere la sicurezza e la disponibilità della risorsa idrica.
Il gruppo lavorerà nei prossimi due anni per sviluppare modelli previsionali e mappe di vulnerabilità basati su analisi multi-rischio, dati satellitari, idrologici e climatici, con l’obiettivo di fornire strumenti operativi alle Autorità di Bacino (AdB) e agli enti gestori per migliorare le strategie di prevenzione, gestione e adattamento.
“Il Camastra ha agito come un sensore anticipatore di una fragilità sistemica — spiega Marco Faggella — È necessario trasformare quell’episodio da crisi isolata a punto di partenza per un approccio scientifico condiviso e anticipatorio”.
Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un dashboard di allerta precoce e la pubblicazione di un rapporto scientifico sulle vulnerabilità idriche del Sud Italia, con il coinvolgimento di università, centri di ricerca e amministrazioni regionali.


