Potenza, Guardia di Finanza all’Arpab e Aql, Carabinieri in municipio
Sui filoni “affidapoli lucana” e sulla tettoia del palazzo del sindaco. Guardia di Finanza anche ad Acquedotto Lucano
È di ieri la notizia diffusa dal Quotidiano del Sud-L’Altravoce, a firma si Leo Amato, secondo cui i Carabinieri hanno acquisito documenti sulla tettoia del palazzo del sindaco e sul concorso per il comandante dei vigili. Ma c’è anche un’altra notizia: la Guardia di finanza preleva carte dalla sede dell’Arpab per l’affidopoli lucana. Nell’articolo di Leo Amato, leggiamo che
“dopo le commesse affidate da Regione Basilicata, Arpab, Acquedotto lucano e Parco nazionale dell’Appennino alle associazioni fantasma, adesso tocca gli affari immobiliari del sindaco di Potenza Vincenzo Telesca. Raddoppiano le indagini della procura della Repubblica di Potenza sui casi più scottanti al centro delle cronache e della contesa politica in Basilicata, e nel capoluogo in particolare. Giovedì mattina, infatti, i carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale si sono presentati al Comune di Potenza con una corposa richiesta di acquisizione di atti. Meno di 24 ore prima di un’altra irruzione clamorosa compiuta ieri mattina dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria all’Agenzia regionale per l’ambiente. Le Fiamme gialle hanno bussato nella sede dell’Arpab di via della Fisica per acquisire la documentazione relativa alle commesse affidate alle due organizzazioni non profit smascherate nelle scorse settimane dal Quotidiano. Stessa richiesta già avanzata, la scorsa settimana, al Dipartimento ambiente della Regione.”
Insomma, qualcosa si muove. La referente del presidio di Libera di Potenza, intitolato a Elisa Claps e Francesco Tammone, Marianna Tamburrino, ieri è intervenuta sulle scottanti vicende di queste settimane:
“Tutto quando sta accadendo a livello regionale e comunale dovrebbe farci indignare, scendere in piazza, ribellarci. La politica nasce per governare le città, per garantire la giustizia sociale. La Politica, nasce dall’etica, la politica è l’etica della comunità, è il servizio del bene comune. Oggi si avverte prepotente il divorzio tra politica ed etica. Una politica senza etica diventa puro esercizio di potere e, tradisce la sua essenza. Di questo dovremmo prendere coscienza tutti. E tutti dovremmo sentirci coinvolti. Lo ripetiamo ancora una volta, c’è bisogno di una rivoluzione culturale, la rassegnazione non può e non deve avere la meglio, altrimenti saremo destinati a vivere non come cittadini partecipi, ma come dei sudditi.”
Oggi, 16 novembre, un’altra notizia: “La Guardia di finanza fa visira anche nella sede di Acquedotto lucano. Proseguono le acquisizioni documentali degli investigatori del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Potenza sulle commesse affidate alle associazioni fantasma smascherate dal
Quotidiano. L’ultima in ordine di tempo riguarda la commessa da 60mila euro per la comunicazione di crisi affidata all’associazione “Mediamente” dalla società di proprietà di Regione e 119 comuni lucani su 131 che gestisce il servizio pubblico integrato.”
Per quanto ci riguarda non possiamo che rinviare i lettori a leggere le nostre inchieste e i nostri editoriali di questi ultimi anni e fino a ieri, per avere un’idea di cosa stia accadendo in questa regione. Non vogliamo ripeterci, ma è bene ribadire che, senza un’attenta vigilanza dell’opinione pubblica, senza un cambio di rotta nell’approccio della politica alla tutela dell’interesse pubblico, la Basilicata è destinata a soccombere all’egemonia della cultura della mafiosità. Basta aprire gli occhi.







