Sanità, la realtà nel Pronto Soccorso di Matera non è quella strombazzata nei comunicati stampa
Il personale? Disponibile, professionale, umano. Il problema? I numeri. Tanti ingressi, pochi operatori, una struttura che regge finché regge
Di seguito il racconto di un cittadino materano, Giovanni Schiuma, sul Pronto Soccorso dell’ospedale cittadino.
“Avventura al Pronto Soccorso di Matera. Cronaca di un dito e di un sistema. Ore 14:45: ingresso trionfale al Pronto Soccorso con un dito che ha deciso di incontrare da vicino la ventola del forno. Codice azzurro: quello che sta prima dell’arancione, dopo il verde e comunque dietro a tutti quelli che arrivano in ambulanza. La sala d’attesa è piena. Direi strapiena. Una ventina di persone, qualcuno da Matera, tanti dai paesi vicini. Segno che la rete territoriale sembra un po’ come i ponti di cartone dei film: bella da vedere, meno da attraversare.
Passano quattro ore. Quattro ore in cui osservi non solo il tuo dito che pulsa come un rave, ma anche i problemi degli altri: due, tre ambulanze che arrivano, emergenze vere, gente in difficoltà. Alle 18:45 ci chiamano finalmente per la visita approfondita e alle 19:50 salutiamo il pronto soccorso con l’aria di chi ha fatto un viaggio in un’altra dimensione.
Il personale? Disponibile, professionale, umano. Il problema? I numeri. Tanti ingressi, pochi operatori, una struttura che regge finché regge. E mentre sei lì a contare le ore, ti chiedi che cosa succede quando arriva un caso davvero grave. Il nostro era piccolo, ma quanta gente resta schiacciata da un sistema lento, affaticato, sfinito? E poi, certo, basta aprire un comunicato stampa per vedere che “va tutto bene”.
Angelino, Matera nel Cuore, l’assessore regionale: “tutti puntuali nel raccontarci una sanità lucana scintillante”. Peccato che il pronto soccorso, quello reale, non abbia letto lo stesso comunicato. Giovanni Schiuma, Matera


