Uilm: “sicurezza e diritti calpestati al Centro Olio in Val d’Agri”
“Chi denuncia carenze, impianti non a norma, procedure di sicurezza irregolari o condizioni di lavoro che mettono a rischio la salute, viene isolato e delegittimato”
La sicurezza non si predica: si pratica. E quello che sta accadendo all’interno del Centro Oli della Val d’Agri ha dell’incredibile. Un clima di arroganza e di regressione culturale che riporta indietro di decenni il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori. Aziende che arrivano nell’indotto — come la Sis United, e non è la sola, subentrata nell’ex commessa Maersk — stanno tentando, passo dopo passo, di imporre una visione distorta e autoritaria delle relazioni sindacali. Chi denuncia carenze, impianti non a norma, procedure di sicurezza irregolari o condizioni di lavoro che mettono a rischio la salute, viene isolato e delegittimato. A dirlo, in una nota, è la Uilm Basilicata.
È inaccettabile che, -prosegue il sindacato-dopo mesi dall’elezione regolare della Rappresentanza dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), prevista dal Contratto Nazionale dei Metalmeccanici, la figura eletta dai lavoratori venga improvvisamente contestata e non riconosciuta solo perché “colpevole” di aver fatto il proprio dovere: difendere la sicurezza e la dignità dei lavoratori. E ancora più assurdo è il metodo utilizzato da queste nuove aziende: la nomina di presunti rappresentanti della sicurezza a centinaia di chilometri di distanza, persone che non hanno mai messo piede nei cantieri della Val d’Agri. Un vero e proprio scempio democratico, una violenza istituzionale nei confronti dei lavoratori e del sindacato.
La Uilm Basilicata non resterà a guardare. Abbiamo già avviato le diffide formali e, in giornata, presenteremo una denuncia all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, chiedendo verifiche puntuali in tutti i cantieri gestiti da questa “nuova” società. Chiediamo a Eni di prendere una posizione immediata e chiara: è accettabile che, in un sistema produttivo dove la sicurezza dovrebbe essere al centro, si permetta a chi vince le commesse di scegliersi i sindacati e le rappresentanze a proprio piacimento, cancellando la democrazia nei luoghi di lavoro?
La sicurezza -conclude la Uilm-non è una patente da esibire nelle campagne pubblicitarie, ma un valore da vivere ogni giorno, nei comportamenti concreti, nel rispetto delle norme e nella tutela delle persone. Se Eni non interverrà, si assumerà la responsabilità morale e politica di un sistema che mette a rischio la vita e la dignità dei lavoratori. La Uilm Basilicata è pronta a mettere in campo ogni azione necessaria affinché nessuno possa più pensare di trasformare la sicurezza e i diritti in un affare privato.


