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Stellantis Melfi e indotto, “la solidarietà non basta”
Uno dei cartelli esposti al presidio dei lavoratori della Pmc di Melfi

La Fiom Cgil: “Servono impegni e fatti concreti. La grave crisi attuale è frutto proprio dell’assenza della politica in tutti questi anni e soprattutto di investimenti nell’industria italiana e nell’automotive”

“Alla solidarietà della politica e delle istituzioni lucane ai lavoratori e alle lavoratrici della Stellantis di Melfi e dell’indotto devono seguire fatti e impegni concreti. La grave crisi attuale è frutto proprio dell’assenza della politica in tutti questi anni e soprattutto di investimenti nell’industria italiana e nell’automotive. Per questo motivo riteniamo necessario riaprire il tavolo regionale sull’automotive e proseguire sulla strada del confronto affinché l’area industriale di Melfi non sia solo il simbolo di una lotta sindacale, ma un sito produttivo vivo, solido e competitivo”. Lo afferma la segretaria generale della Fiom Cgil Basilicata, Giorgia Calamita.

“Servono garanzie sui livelli occupazionali e sulle fuoriuscite, che proseguono e su cui non abbiamo numeri precisi. A oggi – sottolinea Calamita – all’annuncio di nuovi modelli non corrisponde una saturazione produttiva degli impianti, con impatti sulla cassa integrazione in Stellantis e nell’ indotto, dove molte aziende stanno chiudendo. Come Fiom Cgil ribadiamo quindi la nostra preoccupazione per lo stabilimento Stellantis e tutta l’area industriale di Melfi e chiediamo investimenti pubblici e privati nel settore dell’automotive, unica soluzione possibile per vincere la sfida della transizione e non rallentare il percorso di decarbonizzazione. La transizione è inevitabile e ulteriori rallentamenti non farebbero altro che acuire la crisi del settore.

Il governo nazionale e il governo regionale devono aprire un tavolo vero in cui prospettare piani industriali sostenibili rispetto alla centralità dell’automotive in Italia, dove si continua a ragionare sulla riduzione dei costi senza dare risposte al problema occupazionale. Confermiamo il nostro impegno nei prossimi mesi con le assemblee dei lavoratori su tutto il territorio e accanto ai lavoratori della PMC e della Tiberina (indotto Stellantis) da trenta giorni in presidio permanente con le tende davanti agli stabilimenti. La vertenza di Melfi e dell’automotive devono trovare centralità in un tavolo in cui venga confermata la centralità di Melfi così come lo è stato in passato. Svuotare l’industria – conclude Calamita – sarebbe un fallimento complessivo rispetto alla transizione. Bisogna spostare gli investimenti sull’industria