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Automotive, “la crisi di San Nicola di Melfi nasce dal mancato rispetto dei contratti nazionali”

Ditella (Filt Cgil): È legittimo domandarsi come mai alcune aziende della logistica, che nel resto d’Italia applicano correttamente il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni, in Basilicata abbiano invece adottato contratti metalmeccanici

La crisi dell’automotive che ha colpito lo stabilimento di San Nicola di Melfi rappresenta solo la punta dell’iceberg di un problema ben più profondo, che da anni covava sotto traccia e che è esploso in tutta la sua gravità con l’emergenza Covid. In quell’occasione è emerso come la filiera, invece di tutelare tutti i lavoratori in modo equo, abbia creato diversi livelli di contrattazione, generando disparità e discriminazioni tra lavoratori diretti, operai della componentistica della logistica e interinali.A dirlo, in una nota, è Luigi Ditella segretario generale Filt Cgil Basilicata.

Molti lavoratori-spiega Ditella- si sono trovati, infatti, con contratti applicati in modo improprio, costretti a svolgere mansioni che non rientravano nelle declaratorie del contratto di riferimento, ma attribuite “per assonanza”. È legittimo domandarsi come mai alcune aziende della logistica, che nel resto d’Italia applicano correttamente il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni, in Basilicata abbiano invece adottato contratti metalmeccanici, negando così diritti fondamentali come la quattordicesima mensilità e altre indennità di primo livello.

Ma -sottolinea il segretario della Filt Cgil-non si tratta solo di errori contrattuali: in diversi casi, sono stati firmati accordi sindacali con organizzazioni non rappresentative della categoria di riferimento, in violazione degli accordi interconfederali. Questo ha portato persino alla ripetizione delle procedure di cassa integrazione straordinaria per area di crisi complessa, poiché i verbali iniziali erano privi delle firme delle sigle sindacali competenti.

Per uscire davvero dalla crisi, è indispensabile che le confederazioni tornino a esercitare il loro ruolo di vigilanza, imponendo il rispetto dei perimetri contrattuali e garantendo che a ciascun lavoratore venga applicato il giusto contratto di riferimento. Per la logistica, -conclude Ditella-questo non può che essere il CCNL Merci, Spedizioni e Logistica, un contratto in crescita e in evoluzione, al contrario di un settore metalmeccanico e della componentistica ormai in forte arretramento.