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Stellantis Melfi: Logistica “rasa al suolo”
Lavopratori Lgs in presidio (foto di repertorio)

Parla un operaio licenziato ad agosto: “Ora stiamo seguendo i corsi della Regione. Sono anche utili, ma qui non c’è lavoro”. Il paradosso: “Devi riqualificarti per poi andare a lavorare al nord”

“I corsi di formazione sono utili, magari per lavorare poi altrove, non qui. Il punto è che ci vuole il lavoro, al momento siamo disoccupati”. I corsi di cui si parla sono quelli messi a bando dalla Regione Basilicata e che riguardano i lavoratori rientranti in area di crisi complessa, come San Nicola di Melfi. E ad aprirsi è un operaio che oggi appare più che mai senza certezze. Per 15 anni ha orbitato nella Logistica, intorno al Gruppo Sit, con il suo arcipelago di licenziamenti, che solo nell’ultimo anno hanno toccato Lgs, Las, e nelle ultime settimane anche Fdm. Sono centinaia i lavoratori rimasti già “a piedi”. Deserto e fame dove un tempo si lavorava su 3 turni e si sfornavano pezzi prima per Sata, poi per Fca, e infine per Stellantis.

“Se 5 anni fa mi avessero detto che sarebbe andata a finire così, sarei scoppiato a ridere”, ammette il lavoratore. Già, perchè in passato, e con un’accelerata nell’era del job act, “abbiamo sfornato milioni di pezzi per la fabbrica madre”. Erano i tempi di Renegade e 500x. Poi il lento logoramento delle commesse. Negli ultimi anni, infatti, c’è stata un’inversione di tendenza, caldeggiata dalla comproprietà francese di Stellantis. Le lavorazioni tutte spostate all’interno dell’azienda principale, con il conseguente prosciugamento di Indotto e Logistica. Infine i licenziamenti di quest’anno: un epilogo che covava sotto la cenere.

LICENZIAMENTI E FORMAZIONE “I nostri licenziamenti sono arrivati ad agosto – ricorda l’operaio Lgs Logistica – poi è finita la Cassa integrazione ed ora è già iniziata la Naspi”. Nel frattempo, proprio a settembre sono inziati i corsi di formazione e riqualificazione messi a bando e finanziati per alcuni milioni di euro dalla Regione Basilicata. Misura, questa, per alleviare i dolori nell’area di crisi complessa, quella di San Nicola di Melfi, così perimetrata per il tracollo senza precedenti della produzione Automotive. “Ci siamo così trovati improvvismente con nulla in mano se non i corsi di formazione da seguire, pensate che trauma”, prosegue con un filo di voce.

“CORSI UTILI, MA LA RICHIESTA È TUTTA AL NORD”. Discutiamo proprio sui corsi che i tanti “senza più lavoro” stanno seguendo da un paio di mesi. “I corsi sono anche interessanti – ci dice – i nostri riguardano saldature industriali, sicurezza, e poi con quei 400 e dispari euro che ci danno fino a febbraio riusciamo anche ad arrotondare la Naspi”. Ma aggiunge: “Il punto è che le richieste per questi mestieri sono al centro nord, e non tutti possono permettersi di lasciare e partire. Chi ha figli, famiglia, mutui da pagare, oggi è in grande crisi”. Ecco la reltà, raccontata senza veli. Da queste semplici parole si comprende in pieno anche lo stato di sconforto in cui qualche centinaio di lavoratori della Logistica, è sprofondato da diversi mesi.

DESOLAZIONE A EFFETTO DOMINO “Sappiamo che ci sono altri colleghi dell’Indotto e altri Gruppi che sono in grossa sofferenza: a breve anche altri capannoni potrebbero chiudere i cancelli”. Più che un semplice presagio, è l’insieme di voci e news che si rincorrono, a tracciare un quadro a tinte fosche, anche per i mesi a venire “Sinceramente non so cosa pensare in questo momento, è andata così – allarga le braccia il lavoratore senza più lavoro – so che siamo rientrati in un bacino di prelazione, quindi se ci saranno delle riconversioni industriali nell’area, con altri privati che investiranno, i primi ad essere chiamati dovremmo essere noi che abbiamo perso il lavoro nell’Indotto di San Nicola”. Troppo poco per sperare. Ancor meno per trascorrere un fine anno in relax. “E come fai a rilassarti, inizi a risparmire su tutto, esci e spendi il minimo, e anche nei paesi ti rendi conto che non c’è più movimento. C’è come un effetto domino, una paura di rimanere al verde, che sta contagiando in molti”.

LOGISTICA RASA AL SUOLO In una terra come il Vulture Melfese, storicamente legata saldamente al lavoro alla “fiat di San Nicola”, questo è un trauma ancora tutto da elaborare. Le vertenze nell’Indotto dell’Automotive sono tante. E aumenteranno ancora. Ma qualcuno nel frattempo, è già rimasto a piedi. Un pezzo di Indotto è già andato perso, come polverizzato. “La Logistica l’hanno rasa al suolo”, conclude l’operaio, che già sta sperimentando la Naspi. Come lui tanti altri stanno contando i mesi. Con la valigia “già pronta”. E una vita da ricominciare.