Basilicata 2030: un documento della Cgil sulla mobilità
Fa il punto sulle criticità del sistema delle infrastrutture lucane legate ai trasporti, lanciando alcune proposte alla Regione Basilicata
È stato presentato oggi a Potenza, nella sede della Cgil Basilicata, il documento sulla mobilità lucana di Cgil Basilicata e Filt Cgil Basilicata. “Basilicata 2030” fa il punto sulle criticità del sistema delle infrastrutture lucane legate ai trasporti, lanciando alcune proposte alla Regione Basilicata.
“La Basilicata – hanno spiegato i segretari generali della Cgil Basilicata e della Filt Cgil Basilicata, Luigi Ditella – vive da decenni una condizione di isolamento infrastrutturale che ne limita fortemente lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Nonostante la sua posizione geografica strategica al centro del Mezzogiorno, risulta marginalizzata rispetto alle principali reti di trasporto nazionale ed europeo. In un contesto di transizione ecologica, coesione territoriale e rilancio della mobilità sostenibile promosso dal Pnrr e dalle politiche Ue, riteniamo sia imprescindibile una nuova visione strategica, integrata e intermodale della mobilità lucana, che superi le logiche frammentarie e localistiche sfruttando la posizione di regione cerniera del sud e dei principali porti e corridoi europei. Ecco perché chiediamo alla Regione Basilicata maggiori investimenti e di impiegare le risorse a disposizione nei tempi e nelle modalità indicate dal Pnrr, per fare uscire finalmente la regione dall’isolamento. Non è più il tempo degli studi di fattibilità, che restano solo su carta. Non possiamo accontentarci di qualche chilometro di asfalto sulle maggiori arterie lucane come la Potenza – Melfi, la Matera – Ferrandina, o che l’Alta velocità ci lambisca solamente. Una Basilicata connessa è una Basilicata competitiva. Ora è il tempo della visione, della responsabilità e delle scelte coraggiose”.
La Cgil e la Filt Cgil Basilicata hanno pertanto rilanciato la petizione “Se non ora, quando?” pubblicata su change.org e che ha raggiunto le 1600 firme per chiedere la realizzazione della bretella ferroviaria tra Potenza, Tito e Polla che colleghi l’area nord del Vulture, il Materano e il Metapontino all’alta velocità Salerno-Reggio Calabria. Secondo il sindacato “il progetto non solo migliorerebbe la mobilità dei cittadini, ma attrarrebbe importanti investimenti grazie alla movimentazione rapida di merci e persone. Inoltre, collegherebbe l’area sud del Lagonegrese con Potenza e il nord della Basilicata, creando un asse di sviluppo economico sostenibile e contribuendo alla riduzione delle disparità territoriali. I benefici di questa infrastruttura sarebbero molteplici. In primo luogo, verrebbe potenziata l’accessibilità di tutta la regione, facilitando la connessione tra aree e i capoluoghi. Inoltre, una rete ferroviaria moderna ed efficiente è essenziale per lo sviluppo economico e sociale della Basilicata, poiché permetterebbe di superare il divario infrastrutturale che ci separa dal resto del paese”.
Sulla stessa piattaforma la Filt Cgil Basilicata ha promosso una raccolta firme anche per il ripristino immediato della linea ferroviaria Potenza-Melfi. “L’interruzione di questo importante servizio pubblico – ha spiegato Ditella – sta avendo un impatto negativo su migliaia di persone che si affidano quotidianamente al treno per raggiungere i luoghi di lavoro, le scuole e per accedere ai servizi essenziali. Inoltre, senza un trasporto pubblico efficiente, aumenta il traffico stradale, con conseguenti problemi ambientali dovuti all’inquinamento e al consumo di carburante. É fondamentale che le autorità competenti, tra cui l’assessore regionale alle Infrastrutture, riconoscano l’urgenza di questo problema e agiscano tempestivamente per ripristinare la tratta ferroviaria”. Tra le criticità esposte, la mobilità nella città di Potenza quale capoluogo di regione, con la chiusura delle scale mobili “impianto primo” che collega viale Marconi a XVIII Agosto a partire dall’1 gennaio. “La Regione Basilicata – ha spiegato Rocco Pace, della Filt Cgil – ha stanziato 1,4 milioni di euro ma rientrano tra i fondi annui previsti dalla legge regionale 20 del 2008 che destina risorse ai comuni che hanno impianti meccanizzati, fondi tra l’altro già anticipati dal Comune di Potenza e che nulla hanno a che vedere con 7 milioni di euro necessari affinché possano essere effettuati i lavori resi obbligatori per legge per l’impianto ormai giunto a fine vita. Anche una ulteriore proroga di sei mesi per l’apertura della scala mobile prima da parte degli uffici competenti, che sono ministeriali, non consentirebbe di effettuare i lavori necessari in assenza di un avvio di progetto, spostando semplicemente la chiusura a giugno”.


