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Circolo Radici di Matera: solidarietà al Cid

Il Centro Internazionale di Dialettologia, rischia di chiudere definitivamente entro un mese se il finanziamento di 30.000 euro, approvato all’unanimità dal Consiglio di Presidenza della Regione Basilicata non verrà erogato in tempi brevi, entro al massimo un mese”

È con estremo rammarico e disappunto che il Consiglio Direttivo e i Soci tutti del Circolo Radici, associazione di promozione sociale che si interessa di cultura, arte e società, hanno appreso che il Centro Internazionale di Dialettologia (CID) ha chiuso le sue attività dal 14 ottobre u.s. e che rischia di chiudere definitivamente entro un mese se il finanziamento di 30.000 euro, approvato all’unanimità dal Consiglio di Presidenza della Regione Basilicata per consentire al CID di continuare la sua attività, non verrà erogato in tempi brevi, entro al massimo un mese.

Abbiamo avuto modo di apprezzare il grande lavoro svolto negli ultimi 20 anni dalla prof.ssa Patrizia Del Puente, direttrice del CID, che ha tenuto gratuitamente, presso il nostro Circolo, un seminario di dialettologia propedeutico ad altri ulteriori incontri sui dialetti lucani. La nostra Associazione Culturale e tutti i partecipanti sono rimasti attratti dalla grande professionalità, dall’impegno, dal livello culturale e dalla passione con cui la prof.ssa Del Puente e i suoi collaboratori stanno svolgendo la loro non facile ricerca sui dialetti lucani.

Come si può gettare alle ortiche il lavoro svolto dal CID negli ultimi 20 anni, la cui valenza e importanza scientifica è stata riconosciuta da autorevoli organismi internazionali e dallo stesso nostro Presidente della Repubblica, a cui ci stiamo contemporaneamente rivolgendo?

Come si fa a non capire che lo studio dei dialetti è lo studio della nostra storia, delle nostre origini, del nostro territorio?

Come si fa a non capire che è un riscatto dell’identità regionale, dopo un lungo periodo buio di rifiuto del dialetto perché ritenuto sinonimo di arretratezza e ignoranza?

Come si può non considerare quanto viene fatto in altre regioni d’Italia, in particolare in Veneto, in Campania, in Piemonte, in Lombardia, in Liguria, in Emilia-Romagna, in cui il dialetto è la lingua più parlata dopo l’italiano, dove esistono dei veri movimenti culturali di valorizzazione della lingua storica?

Ebbene, nella nostra Regione succede il contrario e i nostri Governanti regionali assistono inermi alla scomparsa del CID: si rifiutano di versare i 30.000 euro in precedenza promesso e deliberato, che servirebbero almeno per farlo sopravvivere attraverso le ricercatrici e ricercatori che da anni svolgono questa missione culturale. Una cifra ridicola rispetto a quelle che si spendono quotidianamente per operazioni meno importanti!

Quello del Circolo Radici è un appello accorato al Consiglio Regionale affinché non si sacrifichi ancora una volta all’altare dell’ignoranza la cultura e la storia dei lucani, così come è avvenuto numerose altre volte in passato, tanto da rendere questa regione, così ricca di storia, cultura e risorse, l’ultima tra le regioni italiane. Il Presidente del Circolo Radici –  Nicola D’Imperio