Forestazione, “risposte immediate o sarà mobilitazione”
Flai Cgil e Fai Cisl lanciano un appello urgente al presidente della Regione Vito Bardi: “Senza risorse il settore rischia il collasso”
Fai Cisl e Flai Cgil Basilicata hanno inviato al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, un documento formale con cui chiedono l’immediata apertura di un tavolo di confronto sulle risorse destinate al settore forestale.
Dopo mesi di attesa, e a seguito dell’incontro dell’11 dicembre, i sindacati denunciano una situazione definita “insostenibile sul piano sociale, economico e umano”, che coinvolge migliaia di lavoratori idraulico-forestali e le loro famiglie. “Promesse ancora senza riscontro” per le organizzazioni sindacali, le quali ricordano che lo stesso presidente Bardi aveva annunciato il livellamento delle giornate lavorative a 151 per tutti i lavoratori del comparto. Si tratta di un impegno che ha generato aspettative concrete ma che, ad oggi, non ha trovato alcuna conferma nel bilancio previsionale 2026. I sindacati chiedono chiarezza su due questioni decisive: se saranno messi a bilancio i circa 3 milioni di euro necessari ogni anno per garantire le 151 giornate promesse e gli oltre 75 milioni di euro necessari per assicurare la continuità del settore primario nel 2026, così come i circa 2 milioni di euro dell’ aumento contrattuale per la prima trance del 2026.
Fai Cisl e Flai Cgil esprimono inoltre preoccupazione per la prosecuzione dell’iter della proposta di legge che istituisce la nuova Agenzia forestale regionale (AgeFor), portata avanti senza alcun confronto con le parti sociali, mentre parallelamente si sostiene che manchino le risorse per i lavoratori. “È una contraddizione inaccettabile – dichiarano le due sigle sindacali – Non si può pensare a riforme strutturali senza prima garantire la stabilità economica e occupazionale del settore e senza un metodo di concertazione che coinvolga chi rappresenta i lavoratori. Ora servono scelte politiche chiare”.
Nel documento inviato alla presidenza, i sindacati chiedono la convocazione urgente di un tavolo entro dicembre, nel quale identificare le poste economiche necessarie per il 2026; garantire le risorse per il livellamento a 151 giornate; garantire lo sblocco del turn over; approvare il Piano Forestale 2026 e definire un cronoprogramma del Piano Forestale 2025–2049; sospendere l’iter della proposta di legge su AgeFor in attesa del confronto con le parti sociali; assumere un impegno formale che restituisca serenità ai lavoratori.
“In assenza di riscontri concreti entro il mese di dicembre 2025 in merito alla proposta di legge, e gennaio 2026, per la richiesta di livellamento giornate lavorative – annunciano i sindacati- saremo costretti a proclamare lo stato di agitazione e a valutare tutte le forme di mobilitazione necessarie. Non è ciò che vogliamo, ma non ci è più possibile chiedere ai lavoratori di aspettare mentre le loro famiglie vivono nell’incertezza” . Le organizzazioni sindacali ribadiscono la propria disponibilità al dialogo e a un confronto responsabile: “Il settore forestale è un presidio fondamentale per la Basilicata: merita risorse, non silenzi”.


