La guerra in Ucraina, residuo tossico del passato
Il bancomat impazzito e la crisi adolescenziale dell’Unione Europea
Il Mondo, e per mondo intendo gli USA, la Russia, la Cina e poi il Brasile, l’India e altri non vedono l’ora di chiudere la pratica Ucraina. Perché ci sono altre cose che premono come una cosuccia da niente come gli equilibri che governeranno il Mondo, appunto, nei prossimi 50 anni.
La guerra in Ucraina residuo tossico del passato
La guerra Ucraina-Russia risponde ancora alle logiche del dopoguerra, quando a fronteggiarsi erano i due blocchi che avevano retto gli ultimi 80 anni: quello del capitalismo Occidentale che ruotava intorno agli USA e quello ex comunista che per riflesso pavloviano continuava a fare da contraltare, anche se il comunismo non c’è più.
Un residuo tossico della dottrina Rumsfeld e dei timori di Clinton verso il ritorno dell’espansionismo russo con una unica logica di fondo: chi mena per prima mena due volte. Biden e gli europei non si erano però accorti che gli attori sulla scena mondiale non sono più due e che il confronto non è più, né può più esserlo, sul piano militare in un mondo che può già autodistruggersi n volte. La vera sfida è sul piano economico e sul piano economico il contraltare degli USA non è più la Russia, assolutamente marginale con il 2% del PIL mondiale, ma la Cina e in prospettiva l’India e tutti i paesi del sud del Mondo. Avrete pur letto che la Serbia sta chiedendo l’adesione alla Nuova Banca di Sviluppo (Banca dei BRICS). D’altro canto se si pensa di congelare i beni Russi chi mai può fidarsi più della terzietà rispetto alla politica del sistema finanziario occidentale? Non è che non accedere al bonifico SEPA sia una grossa barriera per la creazione di un sistema finanziario alternativo.
Adulti nella stanza
L’Europa anche dal punto di vista tecnologico ed economico diventa ogni giorno sempre più marginale. Per saggiarne l’arretramento tecnologico basta provare una moto o un’auto cinese. Dal punto di vista economico oggi l’intera UE fa il 16% del PIL mondiale. Solo nel 1990 faceva il 28% quando il Giappone faceva il 14% da solo.
Se ci fossero degli adulti nella stanza dei bottoni europei si chiederebbero quali siano i reali interessi europei a cui ispirare la propria politica estera. Mi riesce difficile immaginare quale interesse sia stato difeso con il voto del Parlamento europeo che vieta in modo permanente l’import di gas dalla Russia. Che utilità ha la UE nel vietarsi, ora e per sempre, l’approvvigionamento di gas a basso costo dalla Russia?
Fino a ieri Putin riempiva di gas a prezzi amicali la Germania e l’Europa consentendole di prosperare. Oggi quel gas corre verso l’India. Un altro dei competitor sulla scena globale. Per cosa? Per una guerra che non doveva assolutamente prendere il via proprio per l’interesse europeo. Come andrà a finire è chiaro da come è finita la vicenda dell’invio di armi in Ucraina. Gli USA le danno all’Ucraina ma a pagare sono gli stati europei. La guerra continua, l’Europa si impoverisce e il PIL americano aumenta. Con il gas finirà così: Trump e Putin stringeranno un accordo in base al quale gli USA acquisteranno gas a basso costo dalla Russia e gli USA lo rivenderanno alla UE a prezzi multipli.
Un bancomat impazzito che regala soldi
Mai visto nella Storia che chi finanzia una guerra non ne decida le sorti e non se ne sia assicurati preventivamente i benefici e che non decida quando finirla. L’Europa fa da bancomat per Zelensky senza neanche riservarsi il diritto di dire basta così. Mi piacerebbe sapere cosa stiamo realmente difendendo in Ucraina. Il diritto dell’Ucraina di autodeterminarsi per entrare nella NATO oppure la necessità di un regime change in Russia? I più acculturati sapranno che già nel 1823 il presidente James Monroe affermò che tutto quello che accadeva nel continente americano era di esclusiva competenza dello Stato Federale e le possibili ingerenze di potenze straniere sarebbero state considerate un atto ostile. Da sempre la Russia considera l’Ucraina un pezzo di sé: è la Piccola Russia. Se nel DNA degli USA il continente Nord Americano è considerato il giardino di casa l’Ucraina per i Russi non è neanche l’orto. È casa. Potevano mai accettare di avere la NATO a casa propria? Cosa pensavano gli europei di ottenere con questa guerra? La capitolazione della prima potenza militare e atomica? E con quali vantaggi dalla sua improbabile capitolazione? Mah!
La difesa dei principi
Certamente ci sono dei principi alti e nobili da cui non si può deflettere: l’autodeterminazione dei popoli, il rispetto del diritto internazionale e il principio che i confini non si cambiano con la forza. Nobilissimi intenti ma dichiararli come viene fatto in termini astratti e senza verificarne la praticabilità nella realtà è da liceali in calore che sparano minchiate per farsi belli agli occhi della bella o del bello di turno. A parte il fatto che tutto questo sdegno naufraga miseramente appena ci si sposta in Israele parlare di Pace giusta, mai vista nella Storia mondiale, o di retorica aggredito aggressore, citatemi una guerra senza uno Stato che ne invade un altro, come fanno il presidente Mattarella, Meloni o Macron o la Kallas o Ursula, è vendere merce avariata. Mi spiace dirlo ma è sconcertante chiedere la tregua olimpica come fa Mattarella. Ma tra chi? Atene e Sparta partecipavano insieme alle Olimpiadi deponendo le armi. Ma la Russia è stata esclusa dalle competizioni olimpiche e anche da quelle canore. A chi si rivolge Mattarella? Alla Svizzera e a San Marino?
Cosa guida la politica europea?
L’Europa è strutturalmente fragile. Non ha più le colonie da depredare, non ha materie prime e non è uno Stato unico ma ha 27 costituzioni. E quindi cosa guida la politica estera europea? Mi piacerebbe capirlo, perché oggi pare che l’unica cosa che interessi sia ingrassare i fabbricanti di guerra.
L’Alto rappresentante della politica estera europea, Kaja Kallas, è assente da tutti i tavoli. Non parla con Putin, e già qui se non si parla con il nemico, vero o presunto, non si capisce a cosa serva la diplomazia europea, ma non parla neanche con Xi e neanche con Trump. E mi chiedo perché mai qualcuno di questi dovrebbe perdere tempo a parlare con Kaja che dice che Putin dovrebbe dimezzare il suo esercito come condizione per la pace. Una fantasia onirica da sberleffo cosmico. La UE ha volutamente limitato il proprio campo di gioco. I leader europei parlano solo tra di loro e con Zelensky ripetendo sempre le stesse cose completamente slegate dalla realtà. Si sono riservati solo puerili azioni di disturbo che stanno innervosendo tutti. Sono diventati inutili e pericolosi.
Crisi adolescenziali
Nel grande gioco planetario la UE sa solo lamentarsi e fare i capricci. Non è vero che la UE non conta o è indifesa perché manca di eserciti e armi. È debole perché non si capisce che obiettivi si è data in politica estera ed economica e anche istituzionale. È debole perché non ha visione e perché continua a fare cose che continuano a indebolirla. Perché abbiamo una leadership adolescenziale. E questo per le enunciate fragilità equivale al suicidio, alla irrilevanza e al regresso del nostro tenore di vita. E se va così ci va ancora bene, perché questi disgraziati sono capaci di trascinarci in una guerra senza scampo. Poi consolatevi pure dando la colpa a Trump, ai putiniani e sovranisti e a tutti quelli che non ascoltano quello che dicono i leader europei. Non li ascoltiamo perché non hanno nulla da dire.


