La Lucana Film Commission e quei fondi assegnati agli “amici”
Tra possibili conflitti di interesse, affidamenti diretti e bandi fotocopia a perdere sono le produzioni lucane, escluse dai finanziamenti
Riprendiamo la nostra inchiesta facendo un salto a tempi più recenti nella Lucana Film Commission. I lettori ci perdoneranno, ma per mostrare tutti i fili della ragnatela saremo costretti a procedere per salti nel passato e nel presente. Oggi trattiamo alcuni bandi dal 2023 al 2025.
Com’è noto la LCF nasce e viene gestita in prevalenza grazie ai soldi delle royalties dell’Eni. E dovrebbe anche essere noto che quel denaro in pancia alla LCF è servito in pratica a pagare tre o quattro persone e un paio di segretarie. A parte le consulenze.
Soci fondatori della Lucana Film Commission sono Regione, Provincia di Potenza e Provincia di Matera, Comune di Potenza e Comune di Matera. La quota di partecipazione in capo alla Regione è pari al 60%, 10% a carico di tutti gli altri Enti. Naturalmente la Fondazione ha in essere un unico conto corrente acceso presso la Bcc di Basilicata, filiale di Potenza, l’istituto di credito le avrebbe concesso un fido di 200mila euro circa.
La modifica dello Statuto
Nel dicembre 2021, a poco più di un anno dalla sua nomina, si dimette il presidente Roberto Stabile motivando il gesto con queste parole:
il Progetto e la visione dell’associazione, approvati dai soci fondatori, in realtà non sono di loro interesse e non c’è alcuna volontà di farli realizzare”… “pressioni ricevute, in modo più o meno diretto, per fare assunzioni o supportare progetti in modalità dirette e non del tutto trasparenti, tutte respinte al mittente sia dal sottoscritto che dagli altri consiglieri”.
Nel suo anno di mandato, Roberto Stabile, modifica lo statuto della Fondazione prevedendo il doppio incarico di presidente – carica gratuita – e direttore, incarico anche questo gratuito. Dunque il presidente può essere anche direttore. Va così a farsi benedire il concorso pubblico per accedere all’incarico di direttore. Una stravaganza tutta lucana magari dettata da interessi che chiamano in causa la politica. E già, perché a quel punto la politica nomina il presidente e quindi anche il direttore, senza alcuna selezione pubblica. Per la nomina a direttore di Paride Leporace, nel 2013, la Commissione di valutazione era composta dai rappresentanti pro tempore dei soci fondatori: Vito Santarsiero, Piero Lacorazza, Vito De Filippo…Una commissione esterna non andava bene? Evidentemente no. A memoria, ma possiamo sbagliarci, quella fu la prima e ultima selezione pubblica, si fa per dire.
Storia recente: Il nuovo Cda e l’arrivo di Rocco Calandriello
Rocco Calandriello è stato presidente e direttore della Fondazione LFC. Proviamo a spulciare il suo profilo. Fondatore e direttore del Lucania Film Festival , project leader per Fondazione Matera-Basilicata 2019, direttore del Centro regionale per la creatività di Pisticci, presidente dell’Associazione culturale Allelammie organizzatrice del Lucania Film Festival. Il Centro per la creatività di Pisticci è finanziato anche con i fondi di Visioni Urbane della Regione Basilicata, l’azione ministeriale che ha aperto il cammino istituzionale a Matera2019.
Calandriello entra nel Cda della LFC nel novembre 2020, insieme a Francesco Paolo Porcari e a Roberto Stabile presidente. Accetta la nomina a consigliere in una situazione che potrebbe configurarsi “conflitto di interesse” in quanto Calandriello all’epoca era direttore artistico del Lucania Film Festival anch’esso finanziato con fondi regionali. Successivamente alle dimissioni di Stabile, Calandriello, ai sensi dello Statuto che prevede il subentro del consigliere più anziano, diventa presidente in un Cda a due componenti. In tal modo, ai sensi dello Statuto, Calandriello è il capo assoluto della Fondazione. Ma per poco, ossia nel periodo di transizione da Stabile che viene eletto nel novembre 2020 e si dimette nel dicembre 2021 a Angelo Mellone. Nell’ottobre 2022 è eletto presidente Angelo Mellone. Il 30 agosto 2023 viene eletta presidente Margherita Romaniello, caldeggiata da Giampiero Perri attuale Capo di Gabinetto di Vito Bardi, mentre Mellone resta in Coniglio di Amministrazione insieme a Rocco Calandriello. Quest’ultimo risulta in Cda dal 2020 al 9 agosto 2025. Romaniello, appena arrivata si attribuisce una retribuzione, in quanto anche direttore, di 38mila euro, ora pare sia ridotta a 20mila euro.
Ripartiamo dal 2023: quel bando da 1 milione
La LFC stanzia un milione di euro per documentari legati al territorio lucano. La graduatoria esce nove mesi dopo, nel luglio 2024. Su cinque progetti premiati solo uno è di una società lucana. E di questi, tre risultano intimamente legati al Cda e alla presidente. L’unica lucana premiata è la Mediterraneo Cinematografica che riceve 210mila euro per La scaletta, regia di Nicola Ragone. La Mediterraneo Cinematografica è una società di Bernalda in rapporti di collaborazione strettissimi con Rocco Calandriello consigliere del cda, già coprotagonisti, insieme, del flop Marghe e sua madre di Makhmalbaf (oltre 200mila euro di finanziamenti LFC). E poi c’è la romana Quality Film (203mila euro per Maria Balsa la figlia di Dracula). Tra i progetti in cantiere della Quality Film compare un film con la regia di Pino Quartullo, marito della presidente della fondazione. E poi c’è la romana Clipper Media (128mila euro per Devozioni): sceneggiatura firmata dal lucano Andrea Di Consoli, amico storico e fraterno di Angelo Mellone, ex presidente onorario della LFC, nonché membro attuale del cda. La loro lunga e fraterna amicizia è trattata con dovizia di particolari dal noto sito Dagospia, in merito a vicende di amichettismo in Rai
In totale, 541mila euro su 672mila complessivi, più dell’80% del budget. La seconda finestra del bando, a settembre 2024, conferma il copione: graduatoria pubblicata con altri nove mesi di ritardo, zero società lucane premiate, 141mila euro finiti alla bolognese Caucaso Film.
Mediterraneo Cinematografica, la fortunata
La società bernaldese sembra la più fortunata: oltre al maxi-finanziamento da 210mila euro, ha incassato dalla LFC e dall’APT Basilicata altri 97mila euro per due spot promozionali, dati in affidamento diretto e senza alcun bando. In totale, dal 2023 ad oggi 308mila euro di denaro pubblico. Eppure la società non possiederebbe neanche un parco attrezzature proprie, che evidentemente noleggia fuori regione, a Roma o in Puglia con ulteriore dispersione di denaro pubblico al di fuori dei confini lucani. Non solo produzioni. Anche i festival entrano nel giro. Solo nel 2024, la LFC assegna 47mila euro al Lucania Film Festival di Pisticci, creatura di Rocco Calandriello, consigliere del cda. Alla direzione artistica del festival la sua storica compagna Claudia D’Anna. Ma i fiumi di finanziamenti pubblici da parte di LFC sono ininterrotti da anni. Un intreccio che alimenta dubbi su un possibile conflitto di interesse.
Le domande
Perché i criteri di valutazione dei bandi hanno escluso tutte le produzioni lucane, invece di sostenerle, ad eccezione della sola Mediterraneo Cinematografica? Come viene rispettata la missione originaria della LFC, nata per valorizzare i talenti locali e non per finanziare gli amici di chi governa l’ente?
Per chi volesse riprendere il filo dell’inchiesta, qui le puntate precedenti: il prologo , la prima , la seconda , la terza , la quarta .
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