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L’annuncio: “175 auto a turno”. A Melfi parte la “salita produttiva” di Stellantis

A comunicarlo, la Commissione Organizzazione e Sistemi di Produzione dopo l’incontro di ieri con l’azienda. “Al Montaggio lavoreranno 212 operai ogni turno”. Ma sottotraccia resta il rischio di ricorso ai soliti operai super laboriosi che non si lamentano mai

Al via a San Nicola di Melfi il primo vero tentativo di “risalita produttiva” dopo gli innumerevoli annunci, e a quasi due mesi dalla presentazione ufficiale della nuova Compass proprio nello stabilimento lucano. Da stamani, secondo alcune fonti, al Montaggio si dovrebbe già passare a “175 auto a turno”, cioè più del doppio delle 85 realizzate fino alla scorsa settimana. Ma andiamo con ordine.

Il passaggio a “175 auto a turno” è stato annunciato con un messaggio inoltrato ieri alle maestranze dai membri della Commissione Organizzazione e Sistemi di Produzione Montaggio a seguito di un incontro con i vertici aziendali. “Nel corso dell’incontro – si legge nel messaggio della Commissione – l’azienda (Stellantis, ndr) ha illustrato un progetto di avvio della salita produttiva, con un’impostazione iniziale pari a 175 auto per turno, che a regime, entro la fine di gennaio dovrebbe arrivare a 185 auto”. E “dalla situazione prospettata, nel Reparto Montaggio – si legge ancora nel testo – risulteranno 212 lavoratori complessivamente posizionati per turno”.

L’azienda avrebbe anche parlato di fase “transistoria” in attesa che partano e si “assestino” anche le nuove produzioni. Quindi una ulteriore risalita si attenderebbe tra febbraio e l’inizio della primavera. Oltre alla famigerata nuova Compass infatti, il pensiero va anche a Ds7, Ds8 e Lancia Gamma. E probabilmente, ma non è affatto ufficiale, qualcuno parlerebbe anche di una possibile produzione Tonale, in chiave futura. “Come organizzazioni sindacali – è scritto infine nel messaggio firmato Fim, Uilm e Fismic – seguiremo con attenione l’evolversi della situazione, intervenendo laddove si rendesse necessario a tutela di lavoratori e lavoratrici”.

Il non detto, ma anche la paura, infatti, è che la robotizzazione e lo sfruttamento, a cui Stellantis ha abituato le maestranze negli ultimi anni, possano prendere il sopravvento e a lavorare vengano chiamati solo alcuni operai, i “super operosi”, per dirla con un eufemismo, cioè quelli disposti a qualsiasi sacrificio pur di scendere in fabbrica. Ma staremo a vedere. La “risalita produttiva”, infatti, e finora, è solo agli albori. E agli annunci.